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Home » Spettacolo » Dopo Sanremo Pucci perde anche il contratto con Conad: “Dovrò chiedere l’elemosina davanti ai loro negozi”

Dopo Sanremo Pucci perde anche il contratto con Conad: “Dovrò chiedere l’elemosina davanti ai loro negozi”

Andrea Pucci perde il contratto con Conad dopo le polemiche su Sanremo. Il comico reagisce con ironia mentre la politica si divide sul caso.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino10 Febbraio 2026
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Andrea Pucci
Andrea Pucci (fonte: YouTube)

Non accenna a placarsi la tempesta mediatica su Andrea Pucci. Dopo aver rinunciato al ruolo di co-conduttore al Festival di Sanremo 2026 a causa delle feroci critiche ricevute, il comico milanese ha subito un nuovo e pesante colpo professionale. La catena di supermercati Conad ha infatti annullato un ingaggio già previsto per un evento aziendale, motivando la scelta con la necessità di tutelare l’immagine del marchio. Pucci ha deciso di rendere pubblica la mail ricevuta, in cui l’azienda dichiara esplicitamente: “Non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica”.

La reazione dell’artista non si è fatta attendere e ha infuocato Instagram. Commentando l’improvviso licenziamento e l’isolamento professionale degli ultimi giorni, Pucci ha risposto con una battuta carica di risentimento: “Se va avanti così dovrò andare fuori dai loro store a chiedere l’elemosina”. Lo sfogo evidenzia la gravità della situazione per il comico, che vede svanire contratti importanti in un vero e proprio “effetto domino” innescato dalle polemiche sulle sue passate battute contro la segretaria del PD, Elly Schlein, attaccata per il suo aspetto fisico e per le uscite omofobe (celebre una contro Tommaso Zorzi).

Mentre Carlo Conti prosegue nell’organizzazione della kermesse affidandosi a nomi come Lillo e Nino Frassica, il caso è diventato un affare di Stato. Il deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, come del resto Meloni e Salvini, ha parlato apertamente di “vocazione alla censura piena e totale” da parte della sinistra. Al contrario, le opposizioni guidate da Giuseppe Conte e Elly Schlein hanno liquidato la questione come una manovra del governo per distogliere l’attenzione dai problemi economici del Paese, sottolineando come, mentre si parla del comico, “ben 429 aziende italiane in un solo anno siano state acquisite da imprese estere”.

 

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