Erano circa le sei del mattino del 17 febbraio 2026 quando le fiamme hanno cominciato a divorare la storica “Bomboniera di via Chiaia”, come viene affettuosamente chiamato il Teatro Sannazaro nel cuore di Napoli. Cinque squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato per ore per domare il rogo, riuscendo a spegnere le ultime braci soltanto intorno alle nove. Quando Lara Sansone è arrivata sul posto e ha visto con i propri occhi lo stato della struttura, è scoppiata in lacrime: la cupola del teatro era crollata sulla platea, lasciando dietro di sé solo calcinacci e silenzio.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe partito da un condominio adiacente alla struttura, propagandosi poi al teatro con una velocità impressionante. Circa sessanta persone sono state evacuate dagli edifici circostanti, mentre otto sono state soccorse per intossicazione da fumo, quattro delle quali trasportate in ospedale per accertamenti. Nessuno è mai stato in pericolo di vita, ma i danni alla struttura sono stati definiti dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Paduano, come “ingenti” e la sala “completamente compromessa”. La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di incendio colposo a carico di ignoti.
Per milioni di telespettatori italiani, Lara Sansone è il volto sorridente e irriverente di Bice Cerruti, la vivace coiffeur Un posto al Sole, la più longeva soap della televisione italiana. Ma dietro al personaggio brillante e sopra le righe che ha conquistato il pubblico di Rai 3 c’è una donna di teatro a tutto tondo, con una storia personale intrecciata indissolubilmente a quella di una delle sale più antiche e amate di Napoli.
Lara Sansone, 48 anni, è la nipote di Luisa Conte, leggenda del palcoscenico partenopeo e storica prima donna della Compagnia di Eduardo De Filippo. Un’eredità artistica e umana non facile da portare, che però Lara ha abbracciato con determinazione. Quando nel 1994 Luisa Conte si spense, la giovane Lara stava studiando a Londra, ma non esitò a tornare a Napoli per aiutare la madre a tenere in piedi il teatro.
“Studiavo a Londra per l’università, ma dopo la morte di nonna ho dovuto aiutare mamma a portare avanti il teatro. C’era chi non si fidava che saremmo riuscite a pagare. Ma ce l’abbiamo fatta e giorno per giorno continuo a mettermi in gioco“
Oggi è l’unica donna imprenditrice teatrale a Napoli, un primato che porta con orgoglio. Insieme al marito Sasà Vanorio ha continuato a far vivere il Sannazaro, portando in scena produzioni che spaziano dai classici della tradizione napoletana, come il Cafè Chantant, forma di varietà musicale tipica della città, a opere contemporanee. Dal 2018, il teatro ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dal Ministero della Cultura come centro di produzione teatrale. Nel 2024, a Pescara, Lara ha ricevuto il Pegaso d’oro al Premio Internazionale Flaiano come Migliore Interpretazione Femminile, per il suo lavoro nello spettacolo La festa di Montevergine di Raffaele Viviani — diretto da lei stessa e rappresentato proprio al Sannazaro.
Il Teatro Sannazaro non è solo un edificio: è un pezzo vivo della memoria di Napoli. Inaugurato il 26 dicembre 1847 su progetto dell’architetto Fausto Niccolini, figlio del più noto Antonio, fu commissionato dal duca di Marigliano Don Giulio Mastrilli. Negli anni Trenta del Novecento, quelle stesse assi di legno videro muovere i primi passi di un giovane Eduardo De Filippo, che proprio lì incontrò per la prima volta Luigi Pirandello. Dopo un periodo di declino che aveva trasformato il teatro in un cinema semivuoto, la rinascita arrivò negli anni Sessanta grazie a Nino Veglia e Luisa Conte, che nel 1971 inaugurarono la nuova stagione con la Compagnia Stabile Napoletana.
Lara Sansone, dopo i primi momenti di sconforto, ha ritrovato la forza di guardare avanti. Lo ha testimoniato l’attore Lucio Perri, suo collega al Sannazaro: “Lara ci sta dando la forza e ci ha detto a chiare lettere che ripartiremo più forti di prima.” La stagione era interamente sold out fino alla fine: un segnale che il legame tra Napoli e il suo teatro non si era mai spezzato. E probabilmente non si spezzerà nemmeno ora.



