Una nuova svolta giudiziaria segna il caso della cosiddetta “famiglia del bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso un’ordinanza che dispone l’allontanamento di Catherine Birmingham, la madre anglo-australiana diventata nota alle cronache nei mesi scorsi, dalla casa famiglia di Vasto in cui si trovava insieme ai suoi tre figli. Non solo: i bambini stessi verranno separati tra loro e trasferiti in strutture protette distinte. Un’ordinanza che, come spiegato, è stata emessa nel pieno delle perizie psicologiche sui minori. Il momento scelto ha sorpreso anche i legali della famiglia.
A rendere nota la decisione è stato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, che ha dichiarato di aver appreso dell’ordinanza proprio mentre era in corso la consulenza psicologica sui bambini, una perizia disposta dallo stesso tribunale e in programma nell’arco di due giorni. Il legale ha espresso apertamente la propria irritazione per la tempistica della misura, lasciando intendere che l’iter valutativo sui minori, così com’era impostato, non avrebbe proseguito nella direzione auspicata dai giudici.

I tre bambini erano stati accolti nella struttura vastese a partire dal 20 novembre, insieme alla madre, dopo che le autorità erano intervenute nella proprietà rurale di Palmoli dove la famiglia viveva in modo alternativo: senza allaccio alla rete elettrica né a quella idrica, con un bagno a secco e seguendo un modello educativo noto come unschooling, basato sull’apprendimento spontaneo guidato dai genitori.
Il padre dei bambini, il britannico Nathan Trevallion, aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche nei giorni precedenti in cui descriveva i figli come “tristi sin dal primo giorno” e desiderosi di tornare a casa. Pur non nascondendo le proprie riserve sul sistema, aveva però annunciato la disponibilità ad adeguarsi alle norme italiane: l’abitazione di Palmoli verrà ristrutturata per rispettare i requisiti minimi di superficie, in Italia fissati a 66 metri quadrati per un nucleo di cinque persone, e verrà allacciata alle reti di acqua e corrente.
Sul fronte educativo, Trevallion ha confermato che l’unschooling sarà abbandonato. Al suo posto, la famiglia adotterà l’homeschooling attraverso un istituto riconosciuto che eroga l’insegnamento in modalità online: una soluzione compatibile con la normativa italiana e che, stando alle parole del padre, consente di mantenere uno stretto legame con la natura pur rispettando gli obblighi scolastici.
Resta aperta, al momento, la questione su dove e come proseguiranno le perizie psicologiche sui minori: nella struttura attuale o in un luogo diverso, come inizialmente richiesto dagli stessi legali della coppia. La vicenda continua ad alimentare un dibattito più ampio sul confine tra stile di vita alternativo, tutela dei minori e diritti genitoriali.
