A quasi cinque anni dalla scomparsa di Raffaella Carrà, avvenuta il 5 luglio 2021, emergono i dettagli definitivi sul suo patrimonio immobiliare. Le carte del catasto rivelano ora con chiarezza chi sia il proprietario delle storiche residenze della Regina della tv italiana: la lussuosa villa all’Argentario e lo sfarzoso appartamento romano nel quartiere di Vigna Clara. Il titolare del patrimonio è Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo di Raffaella Maria Roberta Pelloni, individuato pubblicamente solo di recente nell’ambito di un contenzioso giudiziario contro una società spagnola. L’uomo, che per anni è stato lo storico collaboratore e segretario della Carrà, ha ricevuto per successione testamentaria un patrimonio da milioni di euro.

Secondo i dati del catasto di Grosseto, Pelloni Bulzoni è proprietario al 100% della villa di lusso al Monte Argentario, in località Cala Piccola, un immobile di oltre 500 metri quadrati con più di 20 vani. Questo era il rifugio che Raffaella ha sempre protetto dai riflettori, il luogo dove amava passare momenti di relax insieme agli amici più cari. La leggenda vuole che proprio a Cala Piccola sia nata una delle parole più fortunate della sua carriera artistica: “Carramba”. Qui riposano anche le sue ceneri. Nel 2024, quando iniziarono a circolare voci sulla messa in vendita della villa sul Monte Argentario, fu proprio Sergio Japino a intervenire pubblicamente per smentirle categoricamente.
Per quanto riguarda la residenza romana, il catasto di Roma conferma che Pelloni Bulzoni è intestatario dell’appartamento in via Nemea 21, nel lussuoso comprensorio di Vigna Clara. Si tratta di una proprietà di quasi 400 metri quadrati (396 metri quadrati per l’esattezza), composta da 18,5 vani più altri due appartamenti di 6 vani ciascuno, oltre a 6 box auto e 5 cantine. Il complesso residenziale dispone di piscina e campi da tennis condominiali.
Questo appartamento era stato inizialmente messo in vendita a una cifra intorno ai 2,1 milioni di euro. Tuttavia, nonostante il prestigio della location e il valore storico legato alla proprietaria, l’immobile è risultato di difficile collocazione sul mercato. Il prezzo è stato successivamente abbassato a circa 1,87 milioni di euro, ma alla fine la proprietà è stata ritirata dal mercato.
La Fondazione Raffaella Carrà precisa che Gian Luca Pelloni Bulzoni è erede universale ma non unico. Raffaella, donna estremamente pratica e notoriamente generosa, nelle sue ultime disposizioni testamentarie non ha escluso nessuno dei suoi affetti più cari. Il riferimento è con molta probabilità a Sergio Japino, che è stato a lungo il compagno di vita e poi principale collaboratore artistico della Carrà.
Ma soprattutto, la disposizione riguarda i nipoti Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello di Raffaella, inizialmente considerati gli unici eredi legittimi. Con l’adozione di Bulzoni, però, i nipoti hanno perso il diritto alla quota di legittima. Secondo il codice civile italiano, infatti, i nipoti figli di fratelli non sono considerati eredi legittimari e possono essere esclusi dalla successione in presenza di un testamento a favore di un figlio, anche adottivo, o di terzi.
Tuttavia, fonti vicine alla famiglia confermano che Raffaella, già in vita, avrebbe pensato a tutti e che fino ad oggi la successione sembrerebbe pacifica, seppur non siano da escludersi avvenute mediazioni tra le parti.
Già poco dopo la morte della star, avvenuta nel luglio 2021, il quadro della successione era chiaro. Tanto che Pelloni Bulzoni ha creato il 10 dicembre 2021 l’impresa individuale Arcoiris Edizioni Musicali. Subito dopo ha dato mandato alla Siae per l’incasso dei diritti d’autore, e il 21 dicembre 2021 la pratica si è chiusa con l’iscrizione di Arcoiris alla sezione Musica. Un passaggio che testimonia come tutto fosse stato pianificato con discrezione dalla Carrà.
Non si hanno invece notizie ufficiali su possibili proprietà al di fuori dei confini italiani, forse in Spagna o in Sudamerica, dove la diva ha lavorato e vissuto per molti anni della sua straordinaria carriera internazionale.



