Il 18 marzo 1981 debuttava su Rai 1 Quark – Viaggi nel mondo della scienza, la trasmissione ideata e condotta da Piero Angela che ha rivoluzionato il linguaggio della divulgazione scientifica in Italia. Partendo da una particella infinitesimale della materia, il programma ha saputo portare temi complessi nelle case di milioni di italiani, raggiungendo picchi di ascolto superiori ai 10 milioni di telespettatori. Questo anniversario celebra non solo una ricorrenza televisiva, ma la nascita di un modello educativo che ha trasformato profondamente il rapporto tra il grande pubblico e il sapere accademico.
Il termine “Quark”, scelto personalmente da Piero Angela, fa riferimento alla particella fondamentale della materia. La scelta di questo nome rifletteva l’ambizione del progetto: “andare dentro le cose” per osservarne i meccanismi più nascosti. La struttura della trasmissione era inizialmente concepita come una serie di viaggi tematici, dove ogni puntata esplorava un argomento specifico attraverso tre servizi distinti.
Il debutto, avvenuto nella seconda serata del mercoledì, fu un terremoto mediatico per l’epoca. Nonostante l’orario e la natura specialistica dei contenuti, la prima puntata catalizzò l’attenzione di oltre 9 milioni di persone. Il segreto di tale successo risiedeva nella filosofia del conduttore: spiegare i concetti più difficili con la massima semplicità, senza mai scadere nel banale. Per riuscirci, Angela si avvalse di collaborazioni eccellenti, come i grafici Eligio Brandolini e Italo Burrascano, e il genio dell’animazione Bruno Bozzetto, i cui cartoni animati divennero un marchio di fabbrica per rendere comprensibili leggi fisiche e biologiche.
L’evoluzione tecnologica e il tocco di Renzo Piano
Nel corso delle sue sette edizioni storiche (dal 1981 al 1989), il programma ha saputo rinnovarsi costantemente. Un passaggio fondamentale avvenne nel 1985, quando Quark conquistò la prestigiosa fascia della prima serata. Per l’occasione, lo studio televisivo fu completamente ridisegnato da Renzo Piano, uno dei più celebri architetti al mondo, conferendo alla trasmissione un’estetica moderna e autorevole.
In quegli anni vennero introdotti esperimenti sociali tramite candid camera, per osservare le reazioni delle persone comuni a determinati stimoli scientifici, rendendo il programma ancora più interattivo e vicino alla realtà quotidiana. Anche la colonna sonora divenne un’icona: l’aria dalla Suite n° 3 in re maggiore di Johann Sebastian Bach, nella versione jazz degli Swingle Singers, è ancora oggi indissociabile dal volto di Piero Angela.
Quark non è stato solo un programma, ma il capostipite di un’intera famiglia di trasmissioni che hanno coperto ogni ambito della conoscenza:
-
Il mondo di Quark: appuntamento quotidiano dedicato ai documentari naturalistici e antropologici.
-
Quark Economia e Quark Europa: rubriche nate per spiegare i cambiamenti dei mercati e delle istituzioni continentali.
-
Superquark: nato nel 1995, il formato “XL” di due ore che ha dominato il prime-time per decenni, arricchito dai documentari del National Geographic e della BBC.
-
L’editoria: nel 2001 nacque persino l’omonima rivista mensile, che per cinque anni ha approfondito temi di genetica, astronomia e tecnologia con numeri monografici di oltre 200 pagine.
Perché Quark è ancora attuale
Il merito storico di Piero Angela è stato quello di aver creato un “ponte” tra la comunità scientifica e la società civile. Prima di Quark, la scienza in TV era spesso percepita come accademica e distante. Angela ha dimostrato che la curiosità è un linguaggio universale, capace di unire il tredicenne affascinato dallo spazio e l’anziano desideroso di capire le nuove scoperte mediche.
Oggi, a 45 anni da quella prima sigla di Bach, l’eredità di Quark sopravvive nel rigore del metodo e nella chiarezza dell’esposizione, insegnandoci che la conoscenza è l’unico vero strumento per interpretare il futuro.



