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Home » Attualità » Cabina dell’ovovia si stacca per il vento in Svizzera e precipita. C’è un morto: Ecco cosa non ha funzionato

Cabina dell’ovovia si stacca per il vento in Svizzera e precipita. C’è un morto: Ecco cosa non ha funzionato

La tragedia di Engelberg riaccende i riflettori su uno dei mezzi di trasporto montano più diffusi al mondo: affidabile ma non invulnerabile.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino18 Marzo 2026
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ovovia in Germania
ovovia in Germania (foto di JuergenG - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wkimedia Commons)

Una cabina dell’ovovia Titlis Xpress si è staccata dalla fune portante oggi poco dopo le 11, scivolando per decine di metri lungo un pendio innevato nel comprensorio sciistico di Engelberg. Una persona a bordo è morta; il vento superava i 130 km/h. Le indagini sono affidate al Servizio svizzero d’inchiesta sulla sicurezza.

Nel cuore delle Alpi svizzere, nel Canton Nidvaldo, una cabina dell’impianto Titlis Xpress si è sganciata dalla fune portante e ha percorso decine di metri lungo un pendio innevato, ribaltandosi più volte prima di fermarsi. La vittima si trovava da sola nella cabina caduta ed è deceduta poco dopo i tentativi di rianimazione, durati circa trenta minuti sul posto. Nessun cittadino italiano risulta coinvolto, come confermato dalla polizia federale elvetica su richiesta dell’ambasciata italiana a Berna.

 

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La zona di Engelberg stamattina era investita da raffiche eccezionali: le stazioni meteorologiche hanno registrato punte fino a 130 km/h, con venti costanti oltre gli 80 km/h. Un testimone oculare ha descritto alla testata svizzera 20 Minutes una scena difficile da dimenticare: improvvisamente si è udito uno strappo, il cavo ha oscillato violentemente e la cabina si è staccata precipitando nel vuoto. Una gara sportiva prevista nel comprensorio era già stata annullata per le condizioni atmosferiche, ma l’impianto era ancora in funzione — e su questo punto si concentrerà l’inchiesta delle autorità.

Tra 100 e 200 persone rimaste sulle altre cabine della linea sono state evacuate in sicurezza nelle ore successive. La società ha attivato un’unità di supporto psicologico per i passeggeri coinvolti. L’impianto, costruito tra il 2014 e il 2015, copre un dislivello di quasi 1.500 metri — con stazione a valle a 1.000 m e stazione a monte oltre i 2.400 m — ed era stato sottoposto a revisione completa appena nel settembre 2025, risultando «tecnicamente allo stato più moderno».

Cos’è un’ovovia e come funziona

Il termine ovovia — o cabinovia, o telecabina — indica un impianto a fune a funzionamento continuativo che impiega più di due cabine per il trasporto di persone. Si colloca tecnicamente a metà strada tra la classica funivia (che usa soltanto due cabine che si scambiano in linea) e la seggiovia (aperta e priva di riparo). Rispetto a entrambe, eredita i vantaggi principali: la capacità di superare grandi dislivelli della funivia e la continuità di marcia della seggiovia.

Le cabine delle ovovie sono dotate di porte a chiusura automatica e di un sistema detto di ammorsamento automatico: in stazione la cabina si sgancia dalla fune traente (che continua a scorrere a velocità costante) e rallenta fino a fermarsi quasi del tutto, per consentire a passeggeri con sci, snowboard, carrozzine o biciclette di salire e scendere comodamente. Uscita dalla stazione, la cabina si aggancia di nuovo alla fune e riprende velocità. Questo meccanismo permette anche di inserire in linea un numero variabile di vetture in base alla domanda.

La distinzione tecnica più importante riguarda il numero di funi. Le cabinovie monofune usano un’unica fune che funge contemporaneamente da portante e traente: più semplici e diffuse, ma soggette a maggiori oscillazioni in caso di vento. Le bifune (2S) separano le funzioni: una o due funi portanti reggono il peso delle cabine, una fune traente le muove. Questo consente cabine più pesanti e capienti, ed è per questo che vengono impiegate spesso anche per il trasporto di materiali. Le trifune (3S), con due funi portanti e una traente, offrono la massima stabilità anche con raffiche intense, alta frequenza e capienza elevata — caratteristiche che le rendono adatte persino al trasporto pubblico extraurbano, come avviene sulla funivia del Renon, in Alto Adige, con veicoli da 35 persone.

Quali rischi esistono (e perché il vento è il principale)

Statisticamente, le ovovie sono tra i mezzi di trasporto più sicuri in assoluto. Eppure alcuni fattori di rischio rimangono. Il vento è il più insidioso: esercita una forza laterale sulle cabine che, a velocità estreme come quelle registrate a Engelberg, può generare oscillazioni tali da compromettere l’aggancio alla fune portante. Le normative prevedono soglie di vento oltre le quali gli impianti devono essere fermati, e proprio su questo punto si concentrano le indagini svizzere: perché la Titlis Xpress fosse ancora operativa con raffiche a 130 km/h è un interrogativo a cui il Servizio d’inchiesta dovrà rispondere.

Altri rischi riguardano il malfunzionamento del sistema di ammorsamento, il meccanismo che aggancia e sgancia la cabina dalla fune, e i problemi legati alla manutenzione. La revisione completa del Titlis Xpress era avvenuta appena sei mesi prima dell’incidente, il che rende la dinamica dell’accaduto ancora più difficile da spiegare per gli stessi responsabili dell’impianto. Infine, anche il gelo può ridurre l’efficienza dei meccanismi di sicurezza se non correttamente gestiti nelle operazioni quotidiane.

Un incidente di questo tipo è considerato “difficilmente spiegabile” dallo stesso gestore dell’impianto: “In condizioni normali è inimmaginabile che una cabina si stacchi dal cavo”.

 

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