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Home » Attualità » Chi era Valentina Sarto, uccisa ieri dal marito dopo anni di abusi e minacce

Chi era Valentina Sarto, uccisa ieri dal marito dopo anni di abusi e minacce

Valentina Sarto uccisa dal marito Vincenzo Dongellini a Bergamo dopo aver subito violenze fisiche e verbali per anni. Gridava "lasciami in pace" giorni prima del femminicidio, avvenuto ieri.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene19 Marzo 2026
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Valentina Sarto
Valentina Sarto (fonte: YouTube)

Valentina Sarto, 41 anni e originaria di Bologna, è stata uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini nella mattina del 18 marzo 2026, nell’abitazione di via Pescaria a Bergamo dove la coppia viveva in affitto da circa due anni. Il femminicidio si è consumato in un quartiere tranquillo, non lontano dalla chiesa di San Colombano e dal centro sportivo di via Pilo, in una zona residenziale costellata di case indipendenti e studi professionali.

L’allarme è stato dato dalla figlia di Dongellini, nata da una precedente relazione, che ha chiamato il 112 dopo aver assistito a un litigio tra il padre e la moglie. Gli agenti della Polizia di Stato hanno dovuto sfondare la porta dell’abitazione al civico 26A, trovando il corpo senza vita della donna in camera da letto. Valentina era stata colpita più volte con un coltello da cucina, con fendenti alla schiena e alla gola che non le hanno lasciato scampo.

Dopo aver ucciso la moglie, Vincenzo Dongellini ha tentato di togliersi la vita, procurandosi ferite superficiali. Gli agenti lo hanno trovato accovacciato su sé stesso, sanguinante ma mai in pericolo di vita. L’uomo di 49 anni è stato arrestato e trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII sotto costante sorveglianza in attesa dell’interrogatorio. L’abitazione è stata posta sotto sequestro, mentre il medico legale si è riservato di indicare il numero preciso di coltellate dopo l’autopsia.

Valentina e Vincenzo stavano insieme da una decina di anni e si erano sposati nel maggio 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le violenze verbali e fisiche sarebbero iniziate proprio dopo il matrimonio. Una semplice iscrizione in palestra della donna aveva scatenato profonde scene di gelosia da parte dell’uomo, che non tollerava nemmeno le normali attività quotidiane della moglie.

 

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Moris Panza, l’uomo che Valentina frequentava da qualche settimana dopo aver deciso di lasciare il marito, ha raccontato agli inquirenti: “Era geloso e la minacciava. Lei gli aveva confessato che era innamorata di un altro. Ero convinto fosse in pericolo: per questo le ho chiesto diverse volte di stare da me o andare da una sua amica a Seriate”. I due si erano conosciuti allo storico Baretto della Curva Nord, punto di riferimento dei tifosi atalantini, dove Valentina lavorava.

Sabato 14 marzo, appena quattro giorni prima del femminicidio, Panza aveva accompagnato Valentina alla caserma dei carabinieri di Almenno San Salvatore. La donna voleva capire come procedere di fronte alle minacce sempre più frequenti del marito, che non aveva accettato la sua decisione di lasciarlo. “I militari le hanno chiesto di fare denuncia, ma lei ha preferito aspettare una settimana per capire se le minacce sarebbero continuate”, ha spiegato Panza, aggiungendo che già in due occasioni Dongellini aveva messo le mani addosso alla moglie.

Dai primi accertamenti degli investigatori non risultano interventi delle forze dell’ordine registrati nell’abitazione di via Pescaria e non emergono problemi pregressi ufficialmente documentati. Tuttavia, i vicini raccontano una realtà molto diversa. “Sono sconvolta. Non li conoscevo di persona, ma le cose non andavano da tempo. Durante il giorno spesso sentivo urlare: i litigi erano frequenti, ma credevo si trattasse di bambini”, ha dichiarato una residente della zona.

Due abitanti della via hanno riferito di aver sentito grida disperate alcune notti prima del delitto. “Abbiamo percepito delle urla di una donna in difficoltà. Lei gridava ‘Lasciami in pace’, saranno state le 4 o le 5 di mattina. Siamo usciti sul balcone, ma non siamo riusciti a vedere nessuno. Se li avessimo visti rientrare in casa avremmo chiamato la polizia”, hanno raccontato i testimoni, che ora si interrogano se quella fosse stata un’occasione mancata per salvare Valentina.

La lite finale è scoppiata mercoledì mattina per motivi di natura passionale. Dongellini non aveva mai accettato la fine del rapporto e la nuova relazione della moglie. Le minacce, iniziate subito dopo il matrimonio, nelle ultime settimane erano diventate ancora più pressanti e frequenti, fino a sfociare nell’epilogo tragico che ha spezzato la vita di una donna di 41 anni che aveva semplicemente scelto di ricostruire la propria esistenza lontano da un uomo violento.

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