La Nazionale italiana si avvicina al playoff mondiale contro l’Irlanda del Nord in programma giovedì sera a Bergamo con un misto di paura e speranza. Una vigilia lunga e tormentata, segnata da un’infermeria sempre più affollata e da dubbi tattici che pesano come macigni sulle spalle del commissario tecnico Rino Gattuso.
Se il calcio fosse solo questione di logica e tecnica, gli azzurri partirebbero nettamente favoriti. Individualmente, i calciatori italiani sono di gran lunga più forti degli irlandesi. Il problema è che le partite si giocano anche di nervi, rabbia, ambizioni e coraggio, elementi che in questa fase sembrano mancare alla squadra.
L’infermeria azzurra continua a riempirsi in modo preoccupante. Giovanni Di Lorenzo è rimasto a casa, mentre Gianluca Scamacca si è fermato per una lesione all’adduttore. Il centravanti dell’Atalanta proverà a recuperare per la sfida decisiva, ma le possibilità appaiono ridotte.
Tonali rappresenta, insieme a Gianluigi Donnarumma, il giocatore più forte della rosa azzurra. Il centrocampista è fondamentale per l’equilibrio tattico della squadra, e le sue condizioni fisiche saranno monitorate fino all’ultimo momento. Bastoni, oltre a essere anch’egli malconcio, porta ancora addosso le cicatrici psicologiche della nota simulazione che gli è costata pesanti critiche e fischi da parte del pubblico.
A centrocampo il quadro non è più rassicurante. Nicolò Barella sembra essersi involuto rispetto agli standard delle scorse stagioni, mentre Davide Frattesi conferma i suoi limiti di continuità. Bryan Cristante arriva sfinito da una stagione romanista tribolata. Solo Manuel Locatelli e Nicolò Pisilli, quest’ultimo tenuto a lungo in panchina da Gasperini all’Atalanta, sembrano avere gambe fresche e idee chiare.
Sul fronte offensivo, è dell’ultim’ora la notizia che Federico Chiesa ha lasciato il ritiro della Nazionale dopo che le sue condizioni fisiche non sono state ritenute idonee per giocare le prossime due partite: al suo posto è stato chiamato Nicolò Cambiaghi del Bologna.
Rincuora la strepitosa stagione di Federico Dimarco, protagonista assoluto con l’Inter. In attacco, dietro a Mateo Retegui, che arriva dal campionato saudita con qualche interrogativo sulla condizione, e Moise Kean, reduce da una stagione tribolata con la Fiorentina, può fare comodo la sfrontatezza di Pio Esposito, giovane attaccante dalla personalità spiccata.
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L’unico fuoriclasse indiscusso della rosa rimane Gianluigi Donnarumma. Il portiere del Paris Saint-Germain rappresenta l’assicurazione sulla vita per una Nazionale che fatica a esprimere gioco e personalità nelle partite che contano.
Le responsabilità non ricadono solo sui giocatori. La Lega Serie A non è stata capace di garantire al commissario tecnico lo spazio per uno stage di preparazione. Gattuso si è quindi ingegnato organizzando cene e pranzi con vari gruppi di calciatori, ma il primo allenamento completo, con prove tattiche vere e proprie, si terrà solo domani.
Sul fronte federale la situazione non è migliore. Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina si è già blindato alla poltrona, facendo sapere che in caso di ennesima mancata qualificazione ai Mondiali le dimissioni sono fuori discussione. Un atteggiamento che stride con i successi delle altre federazioni sportive italiane, dal tennis allo sci, dal nuoto alla pallavolo, fino al recente exploit del rugby e del padel.
Proprio dopo aver assistito per anni alla crescita trionfale degli altri sport, la Federcalcio ha annunciato una riforma per rilanciare il calcio giovanile italiano, con l’obiettivo di creare un’officina del talento. Una presa di coscienza arrivata con quattro anni di ritardo rispetto alla mortificante sconfitta di Palermo contro la Macedonia del Nord, che nel 2022 impedì all’Italia di qualificarsi al secondo Mondiale consecutivo.
La partita di giovedì sera al Gewiss Stadium di Bergamo rappresenta un bivio cruciale. Il campo, considerato luogo del bene e del bello dopo i successi dell’Atalanta, ha perso un po’ del suo fascino magico dopo la pesante sconfitta per 6-1 subita dai nerazzurri contro il Bayern Monaco in Champions League. Ma è lì che l’Italia deve vincere per tenere vivo il sogno Mondiale.



