Leonid Radvinsky, il miliardario che controllava OnlyFans, la piattaforma di contenuti per adulti più famosa al mondo, è morto il 20 marzo 2026 all’età di 43 anni. A confermarlo è stata la stessa azienda, con un comunicato ufficiale. La causa è un tumore contro cui lottava da tempo. “Siamo profondamente addolorati nell’annunciare la scomparsa di Leo Radvinsky. Leo si è spento serenamente dopo una lunga battaglia contro il cancro. La sua famiglia ha chiesto che venga rispettata la propria privacy in questo momento difficile”, si legge nella nota.
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Nato nel 1981 a Odessa, in Ucraina, Radvinsky era arrivato negli Stati Uniti da bambino insieme alla famiglia, stabilendosi a Chicago. Nel 2002 si era laureato in Economia alla Northwestern University e da quel momento aveva cominciato a costruire, passo dopo passo, un impero digitale nel mondo dell’intrattenimento per adulti.
Già da adolescente aveva mostrato un fiuto fuori dal comune per il business online: nel 1999, a soli 17 anni, aveva partecipato alla fondazione di Cybertania Inc., una società specializzata nel traffico web. Negli anni successivi aveva sviluppato oltre dieci siti legati all’universo dell’intrattenimento per adulti, fino al grande salto del 2004, quando aveva fondato MyFreeCams, uno dei primi grandi siti di webcam per adulti, tramite la sua holding MFCXY Inc.
Il momento decisivo arriva nel 2018, quando Radvinsky acquista il 75% della Fenix International Ltd., la società madre del celebre sito per adulti, dai fondatori britannici Tim Stokely e suo padre Guy Stokely. Da quella data, la piattaforma, nata nel 2016 come spazio per creator di ogni tipo, prende una direzione sempre più orientata ai contenuti espliciti, diventando un punto di riferimento globale.
La pandemia di Covid-19 si rivela un acceleratore inaspettato: i lockdown spingono milioni di persone a cercare lavoro e svago online, e la sua “creatura” crebbe a un ritmo vertiginoso. Entro il 2023, la piattaforma aveva superato i 6,6 miliardi di dollari di ricavi annui, con 4,6 milioni di creator attivi e circa 377 milioni di utenti registrati nel mondo.
Nonostante la fama della sua azienda, Radvinsky era noto per essere una figura estremamente riservata. Viveva in Florida e raramente rilasciava interviste pubbliche. Eppure, chi lo conosceva raccontava di un imprenditore visionario e tutt’altro che disinteressato al mondo attorno a lui.
Nel 2009 aveva fondato “Leo”, un fondo di venture capital focalizzato su aziende tech. Tra i suoi investimenti figurano la software house israeliana B4X e il progetto di social networking Pleroma. Radvinsky si era anche dichiarato sostenitore del linguaggio di programmazione Elixir.
Sul fronte filantropico, nel 2022 aveva donato 5 milioni di dollari a sostegno dell’Ucraina, colpita dall’invasione russa. Aveva anche contribuito a iniziative benefiche in favore della ricerca oncologica, in particolare al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, oltre a organizzazioni per il benessere degli animali e per la ricerca sulle malattie della pelle. Nel 2024, insieme alla moglie, aveva sostenuto pubblicamente un programma da 23 milioni di dollari per la ricerca sul cancro gastrointestinale, presentato in occasione di una gala di una fondazione specializzata nel settore.
La scomparsa di Radvinsky riapre il dibattito sul destino della piattaforma. Già prima della sua morte erano in corso trattative preliminari per la cessione del 60% del capitale, in un’operazione che avrebbe valutato la società attorno ai 5,5 miliardi di dollari.
Stando a quanto riportato, nel 2024 Radvinsky aveva trasferito la sua quota di maggioranza in un trust, una mossa che potrebbe influenzare significativamente le prossime decisioni sulla gestione e sull’eventuale vendita dell’azienda.



