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Home » Attualità » L’Italia si prepara all’ora legale tutto l’anno? Il Parlamento decide entro giugno, 180 milioni di risparmio in ballo

L’Italia si prepara all’ora legale tutto l’anno? Il Parlamento decide entro giugno, 180 milioni di risparmio in ballo

Il Parlamento italiano valuta ora legale permanente, porterebbe a 180 milioni di risparmio annuo e 200mila tonnellate di CO2 in meno.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Marzo 2026
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Il cambio di orario previsto con l'ora legale
Il cambio di orario previsto con l'ora legale (fonte: Pixabay)

Mentre si avvicina il consueto appuntamento con il cambio dell’ora del 29 marzo, in Parlamento si sta valutando una svolta che potrebbe modificare definitivamente le abitudini di tutti gli italiani: l’introduzione dell’ora legale permanente per l’intero anno. L’11 marzo la Commissione Attività Produttive della Camera ha approvato l’avvio di un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale, con l’obiettivo di concludere i lavori entro il 30 giugno 2026.

La proposta, presentata lo scorso novembre su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale, di Consumerismo No Profit e del deputato Andrea Barabotti della Lega, mira ad analizzare in modo approfondito gli effetti e le ricadute sui diversi settori economici e sociali del Paese. Non si tratta di una decisione improvvisata: il dibattito affonda le radici nella consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono ben 4,6 milioni di cittadini europei, con l’84% che si espresse a favore dell’abolizione del cambio d’ora.

I numeri che emergono dal documento pubblicato dal Parlamento sono significativi. Dal 2004 al 2025, secondo i dati ufficiali di Terna, l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all’orario estivo. Mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe generare un risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l’anno, equivalenti all’assorbimento di circa sei milioni di alberi.

Dal punto di vista economico, l’adozione stabile dell’orario estivo ridurrebbe i consumi elettrici per illuminazione e riscaldamento, con risparmi diretti per cittadini e imprese e un minore impatto ambientale. Sul piano sociale, una maggiore disponibilità di luce nel tardo pomeriggio favorirebbe le attività ricreative e turistiche, con effetti positivi che includono l’aumento dei consumi nel commercio al dettaglio e nella ristorazione e l’ampliamento della stagione turistica.

Un orologio da parete illuminato dal sole
Un orologio da parete illuminato dal sole (fonte: Unsplash)

Dal punto di vista energetico, anche se l’impatto percentuale sui consumi complessivi è modesto, oscillando tra lo 0,1% e l’1%, il valore assoluto dei risparmi rimane significativo in un’ottica di sostenibilità e riduzione delle emissioni di CO2. Tre ricerche presentate in sede europea concordano sul fatto che l’abolizione del cambio di orario e l’applicazione di un unico sistema per l’intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto.

Tuttavia, il documento parlamentare evidenzia anche voci discordanti che sottolineano criticità e possibili effetti negativi, rendendo necessario un confronto istituzionale approfondito. Si delinea un equilibrio complesso con benefici misurabili in termini di risparmio, mitigati dall’esigenza di valutare eventuali criticit à dell’applicazione di un unico sistema orario su tutto il territorio nazionale.

La Società Italiana di Medicina Ambientale riporta che l’estensione dell’ora legale è stata sperimentata negli Stati Uniti nel 2007, con risultati positivi sia sul piano del risparmio energetico che della sicurezza pubblica, registrando una riduzione dei crimini fino al 27% nelle ore serali. I dati statistici e i rapporti del Parlamento europeo documentano risparmi energetici dell’1% sui consumi nazionali, con effetti positivi anche sul benessere psicofisico dei cittadini.

L’ora legale in Italia ha una storia lunga e discontinua. Nata come misura di guerra nel 1916, rimase in vigore fino al 1920 per poi essere ripristinata durante la Seconda Guerra Mondiale. In quell’occasione si ebbe il periodo di massima durata dell’ora legale, che restò in vigore per oltre due anni continuativi, dal 14 giugno 1940 al 2 novembre 1942. L’ora legale è stata adottata definitivamente solo nel 1965 ed è stata applicata per la prima volta nel 1966 per soli quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre.

Nel corso dei decenni la durata è stata progressivamente estesa: a sei mesi nel 1980, con inizio dalla prima domenica di aprile e poi, dal 1981, dall’ultima domenica di marzo. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, quando il termine fu spostato all’ultima domenica di ottobre insieme al resto d’Europa, configurazione che è rimasta in vigore fino ad oggi.

Nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva che lascia agli Stati membri la libertà di scegliere tra ora solare o legale permanente. Il processo si è però arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi, lasciando la questione sospesa. Ora l’Italia potrebbe riaccendere il dibattito con un’iniziativa autonoma.

Il prossimo passo dell’iter in Commissione saranno le audizioni dei soggetti chiamati ad esprimere un proprio parere e presentare studi, ricerche e dati sugli effetti dell’ora legale permanente. Saranno coinvolti rappresentanti di istituzioni, autorità indipendenti, Commissione europea e Parlamento europeo, organizzazioni internazionali operanti nel settore, associazioni di categoria, associazioni dei consumatori ed esperti del settore provenienti dal mondo accademico o da istituti di ricerca. L’obiettivo è fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato e oggettivo sui benefici e sulle criticità della misura, per prendere una decisione informata che tenga conto di tutti gli aspetti coinvolti.

 

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