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Home » Attualità » Daniela Santanchè, è il momento dell’addio? Chi è la Ministra che ora imbarazza Palazzo Chigi

Daniela Santanchè, è il momento dell’addio? Chi è la Ministra che ora imbarazza Palazzo Chigi

Giorgia Meloni ha chiesto le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè, travolta da tre procedimenti giudiziari. Ma lei, per ora, resiste.
RedazioneDi Redazione25 Marzo 2026Aggiornato:25 Marzo 2026
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Daniela Santanchè
Daniela Santanchè (YouTube)

Dopo la sconfitta del referendum sulla giustizia, Giorgia Meloni ha chiesto pubblicamente alla ministra del Turismo Daniela Santanchè di dimettersi. La richiesta è arrivata in un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, lo stesso giorno in cui lasciavano il governo il sottosegretario Andrea Delmastro e il capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Santanchè, per ora, resiste.

Giorgia Meloni (YouTube)

La nota di Palazzo Chigi non lascia spazio a interpretazioni. La presidente del Consiglio ha espresso apprezzamento per le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, ringraziandoli “per il lavoro svolto con dedizione”, e ha aggiunto di auspicare che “sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”. Parole misurate nella forma, durissime nella sostanza: è la richiesta pubblica e inequivocabile di un passo indietro.

Non è la prima volta che il nome di Santanchè compare in discussioni interne al partito legate al suo futuro nel governo, ma fino ad oggi quelle pressioni erano rimaste riservate, o al massimo affidate ad allusioni. Questa volta, invece, la premier ha scelto un comunicato istituzionale. Secondo alcune fonti, nel caso in cui Santanchè dovesse ignorare l’invito, la maggioranza potrebbe far calendarizzare in tempi rapidi una mozione di sfiducia individuale al Senato, con l’obiettivo di chiudere la vicenda prima di Pasqua.

Chi è Daniela Santanchè

Nata a Cuneo il 7 aprile 1961, Daniela Garnero, conosciuta con il cognome dell’ex marito, è una figura che attraversa la politica italiana da trent’anni. Prima collaboratrice di Ignazio La Russa in Alleanza Nazionale nel 1995, poi deputata, poi candidata premier per “La Destra” nel 2008, poi sottosegretaria nel governo Berlusconi IV, poi ancora deputata con il PdL, quindi con Forza Italia, e dal 2017 con Fratelli d’Italia. Nel 2022, dopo la vittoria elettorale della coalizione di centrodestra, Giorgia Meloni la nomina Ministra del Turismo: il 22 ottobre giura davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La carriera imprenditoriale è altrettanto intensa. Laureatasi in scienze politiche all’Università di Torino, nel 1990 fonda Dani Comunicazione, società specializzata in relazioni pubbliche ed eventi. Nel 2007 nasce Visibilia Pubblicità, destinata a diventare un gruppo editoriale quotato in Borsa che raccoglie testate come Ciak, PC Professionale, Novella 2000 e Visto. È anche socia di Flavio Briatore nel locale balneare Twiga, quota ceduta dopo la nomina a ministra per rispondere alle polemiche sul possibile conflitto di interessi legato alle concessioni balneari.

Daniela Santanché si è dimessa: il pesce d'aprile del PD
Daniela Santanché si è dimessa: il pesce d’aprile del PD – fonte Facebook

I guai giudiziari che pesano sul governo

Sono almeno tre i fascicoli aperti a carico della ministra. Il primo, e più avanzato, riguarda il presunto falso in bilancio nei conti del gruppo Visibilia: a gennaio 2025 è stata rinviata a giudizio insieme al compagno Dimitri Kunz e ad altre persone, con l’accusa che i bilanci della società siano stati alterati tra il 2016 e il 2022 per mascherare le perdite reali. Il processo è in corso a Milano.

Il secondo procedimento coinvolge la presunta truffa aggravata ai danni dell’INPS. Secondo l’accusa, durante gli anni del Covid, tra il 2020 e il 2021, sarebbe stata richiesta la cassa integrazione in deroga per dipendenti che in realtà continuavano a lavorare, in smart working. La somma contestata supera i 120 mila euro. Nel febbraio 2025 le società coinvolte hanno restituito all’INPS le somme in questione, portando all’archiviazione del procedimento della Corte dei conti; Santanchè si è impegnata a versare ulteriori 50 mila euro per i danni arrecati.

Il terzo filone riguarda la bancarotta fraudolenta legata a Ki Group e a Bioera, aziende del settore biologico di cui Santanchè è stata presidente. L’inchiesta su Bioera è stata aperta nel febbraio 2026. Tre procedimenti che, presi insieme, rendono la sua posizione sempre più difficile da sostenere dentro una maggioranza che punta sull’immagine dell’onestà come tratto distintivo.

In quattro anni di governo, Santanchè ha già incassato tre mozioni di sfiducia, tutte respinte dal centrodestra, e una valanga di polemiche, a partire dalla campagna “Open to Meraviglia” del 2023, con la Venere di Botticelli trasformata in turista digitale. Secondo fonti di Fratelli d’Italia, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, amico di lunga data della ministra, sta esercitando pressioni perché trovi un accordo onorevole. Le prossime ore saranno decisive. Se Santanchè dovesse rifiutarsi di dimettersi, si configurerebbe uno dei casi più rari della storia repubblicana: l’unico precedente risale al 1995, quando la maggioranza del governo Dini votò la sfiducia al ministro Filippo Mancuso, che aveva rifiutato di lasciare l’incarico.

Dal punto di vista istituzionale va ricordato che il presidente del Consiglio non ha il potere di revocare direttamente un ministro: solo il presidente della Repubblica può farlo, su proposta del premier. Per questo Meloni ha usato la formula dell'”auspicio”.

 

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