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Home » Cultura » Storia » Sangue, potere e tragedie: perché tutti parlano della “maledizione” dei Kennedy

Sangue, potere e tragedie: perché tutti parlano della “maledizione” dei Kennedy

La maledizione dei Kennedy è realtà o mito? Dagli assassinii di JFK e Bobby agli incidenti aerei, tutta la storia della dinastia più colpita d'America.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Marzo 2026
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JFK
JFK (Unsplash)

Quando si parla di “maledizione dei Kennedy” ci si riferisce a una sequenza impressionante di tragedie, assassinii e incidenti mortali che ha colpito la più nota dinastia politica statunitense per oltre ottant’anni. Dal 1940 a oggi, la famiglia ha affrontato perdite devastanti che hanno alimentato speculazioni mediatiche su un presunto destino soprannaturale avverso. Nonostante l’etichetta di “famiglia maledetta” sia radicata nell’immaginario collettivo, i membri superstiti hanno spesso rigettato questa narrazione, attribuendo i lutti a una combinazione di esposizione pubblica e rischi oggettivi.

Il mito affonda le radici nella numerosa prole di Joseph P. Kennedy Sr. e Rose Fitzgerald Kennedy. Dei loro nove figli, quasi nessuno è stato risparmiato dal dolore. La prima a subire un destino atroce fu Rosemary Kennedy: nel 1941, a soli 23 anni, fu sottoposta dal padre a una lobotomia sperimentale per placarne il temperamento ribelle. L’intervento fallì drammaticamente, lasciandola disabile e isolata dal mondo fino alla morte nel 2005.

Pochi anni dopo, la Seconda Guerra Mondiale si portò via Joe Jr., morto in missione aerea nel 1944. Fu l’inizio di una sinistra ricorrenza legata al volo: nel 1948, anche la sorella Kathleen “Kick” perse la vita nello schianto di un piccolo aereo durante una tempesta. Questi eventi furono solo il preludio ai fatti che avrebbero sconvolto il mondo intero: l’assassinio del Presidente John F. Kennedy a Dallas nel 1963 e quello del fratello Robert “Bobby” nel 1968, entrambi colpiti mentre erano impegnati in campagne elettorali cruciali per il futuro degli Stati Uniti.

Bob Kennedy e JFK
Bob Kennedy e JFK (ph. Hank Walker Time & Life Pictures via The Boston Globe)

Fu il fratello minore, Ted Kennedy, a evocare per la prima volta pubblicamente l’idea di una “maledizione”. Sopravvissuto a sua volta a un grave incidente aereo nel 1964, Ted finì al centro di uno scandalo nel 1969 sull’isola di Chappaquiddick. La sua auto precipitò da un ponte, causando la morte della passeggera Mary Jo Kopechne. In preda allo shock e al senso di colpa, il senatore si domandò apertamente se su tutti i Kennedy gravasse davvero un influsso terribile e inevitabile.

La sfortuna non ha risparmiato le generazioni successive, manifestandosi spesso in forme tragiche e precoci. Nel 1963, il piccolo Patrick, figlio di JFK e Jackie, morì a soli due giorni dalla nascita. Negli anni ’80 e ’90, i figli di Robert Kennedy subirono perdite atroci: David morì per overdose nel 1984 e Michael perse la vita in un incidente sciistico nel 1997. Il culmine mediatico fu raggiunto nel 1999, quando John F. Kennedy Jr., il “figlio d’America”, precipitò in mare con il suo aereo insieme alla moglie Carolyn Bessette. La loro storia è diventata un’apprezzata (e controversa) serie su FX.

Anche il nuovo millennio ha presentato il conto alla dinastia. Nel 2019 Saoirse Kennedy Hill è deceduta per un’overdose accidentale a 22 anni, seguita nel 2020 da Maeve Kennedy Townsend McKean e dal figlio Gideon di 8 anni, annegati durante un’uscita in canoa. Ultima in ordine di tempo in questo lungo elenco, Tatiana Schlossberg, nipote di JFK, deceduta qualche mese fa a causa della leucemia.

Nonostante questa lunga lista di lutti, biografi autorevoli come J. Randy Taraborrelli sottolineano che i Kennedy, privatamente, non hanno mai alimentato la tesi del soprannaturale.

Eunice Kennedy Shriver definì la vera “maledizione” come l’incessante intrusione dei tabloid e la totale assenza di privacy. Edward Jr. ha spesso ribadito che la sua famiglia è simile a molte altre, con la differenza che ogni loro dolore viene amplificato dai riflettori globali. La storia dei Kennedy, dunque, appare più come il resoconto di vite vissute al massimo rischio, tra ambizioni immense e una cronica esposizione mediatica, dove il caso ha giocato un ruolo spietato su un palcoscenico mondiale.

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