Il mistero del soprannome “Pitonessa” di Daniela Santanchè ha una spiegazione ufficiale, e arriva direttamente dalla voce dell’ex marito Paolo Santanchè, noto chirurgo plastico che ha condiviso con lei gli anni del jet set milanese. Durante un’intervista alla trasmissione “La Zanzara” su Radio24, risalente al 2013, il medico ha rivelato l’origine poco elegante del nomignolo che accompagna da anni la politica, attuale ministra del Turismo, ora al centro di un caso politico nazionale colossale, dopo la richiesta di dimissioni effettuata dalla premier Giorgia Meloni.
“Il soprannome ‘Pitonessa’ della mia ex moglie, Daniela, deriva da una vecchia barzelletta che però non si può raccontare perché siamo in fascia protetta“, ha dichiarato Santanchè ai microfoni della trasmissione. Il chirurgo ha spiegato che si tratta dell’unica barzelletta che Daniela raccontava sempre quando stavano insieme, anche perché se ne ricordava poche. “È la storiella del coniglietto e della pitonessa. Fatevela raccontare da lei. Io non posso, è una barzelletta per adulti“, ha aggiunto con una punta di imbarazzo.

Nonostante la reticenza dell’ex marito, è stato David Parenzo a provvedere in diretta, cercando in rete la barzelletta (effettivamente sconcia) e narrandola agli ascoltatori: la pitonessa non è altro che una prostituta che, nell’esercizio della sua professione, divora un coniglietto.
Ma le rivelazioni di Paolo Santanchè non si sono fermate al solo aneddoto del nomignolo. Il chirurgo ha ripercorso anche gli esordi della relazione con quella che sarebbe diventata una delle figure più discusse della politica italiana. “Io e Daniela ci siamo conosciuti quando lei aveva 21 anni. Venne da me per rifarsi il naso“, ha raccontato senza mezzi termini. Il medico ha però smentito categoricamente le vanterie dell’ex moglie secondo cui gli avrebbe procurato clienti dopo il loro legame: “Grazie a Dio sono sempre arrivati da soli. Io ero già noto nel 1980 perché ero l’unico chirurgo in Italia e tra gli unici tre nel mondo che faceva la liposuzione“.
Uno dei passaggi più pungenti dell’intervista ha riguardato la questione del cognome. Paolo Santanchè ha spiegato che permettere all’ex moglie di mantenere il suo cognome fu una concessione fatta in sede di divorzio, avvenuto nel 1995, motivata dal fatto che all’epoca Daniela nel mondo del jet set era conosciuta proprio come sua moglie. “Facevamo feste in Sardegna e comparivano le foto sui giornali. E quindi agli inizi della sua carriera politica avrebbe avuto un danno cambiando cognome, perché nessuno la conosceva col suo cognome originale“, ha chiarito.
Tuttavia, il chirurgo non ha nascosto il suo disappunto per questa scelta: “Siamo divorziati, il nostro matrimonio è stato annullato, non ci frequentiamo dai tempi del divorzio. Tendenzialmente cerco di non pensare che Daniela abbia il mio cognome. Certo, è stravagante per una sostenitrice delle donne non portare il suo cognome“. Il medico ha sottolineato la contraddizione con tono critico: “Io sono un amante della coerenza, che è una virtù in via di estinzione e questa cosa qui non riesco a capirla. Ma io sono un uomo all’antica e ho una parola sola. Abbiamo fatto un accordo e non ritorno sui miei passi“.



