Meryl Streep ha fatto un regalo inaspettato ai fan de Il diavolo veste Prada durante la sua apparizione al Late Show with Stephen Colbert ieri. L’attrice premio Oscar si è presentata indossando un maglione blu ceruleo, quasi un clone (le sue trecce sono leggermente più strette dell’originale), un riferimento inequivocabile a una delle scene cult del film del 2006 che l’ha resa immortale nel ruolo di Miranda Priestly. Il colore non è stato scelto a caso. Quel particolare tono di blu richiama immediatamente alla mente il celebre monologo in cui il personaggio di Streep spiega ad Andrea Sachs, interpretata da Anne Hathaway, che il maglione che indossa non è semplicemente blu, ma ceruleo. Una lezione di moda che è diventata parte della cultura pop e che continua a risuonare quasi vent’anni dopo l’uscita del film.
Streep non è stata l’unica a omaggiare questo dettaglio nelle ultime settimane. Domenica 31 marzo, Anne Hathaway è stata fotografata con una felpa bianca decorata con un grande quadrato Pantone blu con la scritta “ceruleo” in italiano, come mostrato nelle Instagram Stories della stylist Ashley Afriyie. Questi riferimenti cromatici stanno alimentando l’attesa per Il diavolo veste Prada 2, atteso nelle sale italiane il 3o aprile prossimo.
@colbertlateshow According to Meryl Streep, the studios walked the walk (or rather, the Runway) for @The Devil Wears Prada 2. #Colbert #MerylStreep #DWP2 ♬ original sound – colbertlateshow
Se non ricordate il monologo ve lo riportiamo qui. Andy Sachs (col suo maglioncino) al cospetto di Miranda è dubbiosa circa la sfumatura di una cintura e la sua boss sciorina un saggio di fashion marketing (frutto dell’ingegno di Streep):
“Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo.
E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l’hai pescato nel cesto delle occasioni, tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti… in mezzo a una pila di roba“.
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Durante l’intervista con Stephen Colbert, Streep ha riflettuto su come il film originale venne percepito all’epoca della sua uscita e diminuito nel suo valore. Nel 2006, Il diavolo veste Prada era spesso etichettato come un “chick-flick”, una definizione che, come ha sottolineato l’attrice, influenzò negativamente il budget a disposizione della produzione.
Le cose sono cambiate radicalmente negli anni successivi. L’attrice ha rivelato di aver discusso dell’argomento con Greta Gerwig, che ha affrontato dinamiche simili con Barbie. “Questo è stato vero anche per Barbie, in confronto a quanto spendono per altri film” ha spiegato Streep. “”Per questo sequel, tesoro, hanno speso i soldi”.
La differenza di trattamento tra i due film è evidente anche dal coinvolgimento del mondo della moda. In un’intervista separata con Harper’s Bazaar pubblicata il 25 marzo, Anne Hathaway ha ricordato quanto fosse difficile convincere i brand di moda a partecipare al primo film. Il sequel ha invece offerto un’esperienza completamente diversa, con il cast che ha avuto l’opportunità di assistere a vere sfilate durante la Settimana della Moda di Milano.
Durante le riprese, Streep ha osservato da vicino il mondo delle passerelle e ha condiviso alcune riflessioni importanti con Harper’s Bazaar. “Sono rimasta colpita da quanto non solo belle e giovani – tutti mi sembrano giovani – ma allarmantemente magre fossero le modelle“, ha affermato l’attrice.
È stato a quel punto che Anne Hathaway è intervenuta direttamente che si è imposta ai produttori, ottenendo la promessa che le modelle nella sfilata che stavamo organizzando per il nostro film non sarebbero state così magre. “È una ragazza che sa farsi valere“, ha aggiunto Streep con ammirazione.



