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Home » Attualità » Accoltellata e scaricata all’ospedale, Ylenia uccisa a 22 anni dal fratello: “Sei tutto per me” gli scriveva sui social

Accoltellata e scaricata all’ospedale, Ylenia uccisa a 22 anni dal fratello: “Sei tutto per me” gli scriveva sui social

A Ponticelli una ragazza di 22 anni è stata uccisa dal fratello 28enne dopo una lite. Le indagini stanno ricostruendo il movente della tragedia.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino4 Febbraio 2026
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Ylenia Musella
Ylenia Musella (fonte: YouTube)

Una tragedia familiare ha scosso il quartiere di Ponticelli, nella periferia est di Napoli, nel pomeriggio del 3 febbraio. Ylenia Musella, una ragazza di appena 22 anni, è morta dopo essere stata aggredita e colpita con un coltello alla schiena. A portarla d’urgenza all’ospedale Villa Betania è stata un’auto privata, ma quando è arrivata al pronto soccorso aveva il volto gravemente ferito e una profonda ferita sulla schiena. I medici hanno fatto tutto il possibile, ma non sono riusciti a salvarla.

Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio, la polizia ha arrestato Giuseppe Musella, il fratello 28enne di Ylenia. Dopo essere stato irreperibile per diverse ore, durante le quali probabilmente è rimasto nascosto nei dintorni, Giuseppe si è presentato spontaneamente negli uffici della Squadra Mobile. Davanti agli agenti ha confessato: “Sono stato io”. La Procura di Napoli lo ha fermato con l’accusa di omicidio volontario e ora si trova nel carcere di Secondigliano.

 

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I due fratelli vivevano insieme nel rione Conocal, un complesso di case popolari a Ponticelli. La loro situazione familiare era complicata: la madre e il patrigno di Jlenia sono attualmente in carcere, e il patrigno è considerato un membro importante del clan Casella-Circone, un’organizzazione criminale della zona.

Gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Ciro Capasso, stanno ancora lavorando per capire esattamente cosa sia successo e quale sia il movente dell’omicidio. Quello che è emerso finora è che tra i due fratelli c’erano tensioni sempre più forti e litigi frequenti.

La polizia ha escluso altre piste: non sono state trovate denunce per stalking o violenze da parte di ex fidanzati, quindi l’attenzione si è concentrata sull’ambiente familiare. Sul luogo del delitto sono stati raccolti diversi elementi: tracce di sangue per strada, mozziconi di sigarette e una ciabatta numero 44. L’arma usata per l’omicidio, però, non è ancora stata trovata.

Rimane un punto da chiarire: dove è avvenuta esattamente l’aggressione. La casa dei fratelli si trova in una zona senza telecamere di sorveglianza. L’ipotesi più probabile è che la violenza sia esplosa in strada, davanti all’abitazione, ma gli investigatori non escludono che tutto sia accaduto dentro casa. L’autopsia, già disposta dalla magistratura, aiuterà a ricostruire con precisione la dinamica e a capire meglio le ragioni dietro questa tragedia.

Chi conosceva Ylenia la descrive come una persona solare e piena di energia. Il suo profilo Instagram racconta di una giovane che amava viaggiare (aveva visitato la Puglia e la Spagna), uscire in discoteca con gli amici e godersi la vita. Era molto legata alla sua famiglia, e soprattutto al fratello Giuseppe.

In un post su Instagram, Ylenia gli aveva scritto parole che oggi assumono un significato drammatico: “Non vorrei mai vederti soffrire perché se stai bene tu, sto bene anch’io. Sei tutto per me, sei il bene più prezioso“. Sul suo profilo Facebook, fermo al 2016, aveva come immagine di copertina la foto dello zio Antonio Musella, arrestato per racket. L’ultimo post era dedicato al padre: “È bello stare con te anche per poche ore, ti amo babbo”.

Gli investigatori hanno ricostruito il profilo di una ragazza cresciuta in un contesto difficile, con alcuni parenti coinvolti in attività criminali, ma hanno chiarito che l’omicidio non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata. La pista seguita è quella personale e familiare.

Fuori dall’ospedale Villa Betania, decine di amici e parenti si sono riuniti nel dolore, sotto il controllo delle forze dell’ordine. “Era un sole sempre acceso, è assurdo pensare che il suo sorriso si sia spento”, ha detto un giovane del quartiere mostrando le foto di Ylenia sui social. La ragazza amava ballare e aveva da poco un nipotino che chiamava “il mio orgoglio”.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha espresso il suo cordoglio: “Sono addolorato per la morte di questa giovane ragazza di Ponticelli. Le forze dell’ordine e la magistratura sapranno ricostruire i fatti. Ancora più forte sarà il nostro impegno per ridurre le sacche di disagio in quartieri su cui stiamo investendo per la rigenerazione del territorio”.

Anche il prefetto di Napoli Michele di Bari ha commentato definendo l’accaduto “una tragedia”, e ha assicurato che “le forze dell’ordine e la magistratura stanno già agendo”.

Le indagini proseguono per fare piena luce su questa vicenda familiare.

 

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