La decisione è arrivata nelle scorse ore al termine di un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato presso il Ministero dell’Interno e presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. Al tavolo erano presenti i vertici delle forze di Polizia e dell’Intelligence, riuniti per valutare i rischi connessi all’instabilità geopolitica in corso.
Cosa si intende per “obiettivo sensibile”? Il termine può sembrare tecnico, ma si tratta di luoghi che nella quotidianità si frequentano spesso senza pensarci troppo: stazioni ferroviarie, metropolitane, aeroporti internazionali, edifici diplomatici come ambasciate e consolati, ma anche luoghi di culto e centri di aggregazione sociale. A questi si aggiungono le cosiddette infrastrutture critiche: impianti di rigassificazione, raffinerie, depositi di carburante e centrali elettriche, la cui eventuale compromissione potrebbe avere conseguenze su larga scala per la popolazione.

Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela delle comunità ebraica e islamica. Sinagoghe, scuole ebraiche e centri culturali della comunità sono stati posti sotto sorveglianza prioritaria, così come le moschee e i centri di preghiera islamici, in questo caso con l’obiettivo specifico di prevenire fenomeni di radicalizzazione violenta e possibili ritorsioni.
Sotto monitoraggio anche le residenze e gli uffici di funzionari di alto rango degli Stati Uniti, di Israele e dell’Iran presenti in Italia, insieme alle sedi di organismi internazionali e agli uffici di rappresentanza commerciale estera.
Uno degli scenari considerati più difficili da prevenire è quello legato ai cosiddetti “lupi solitari”: individui che agiscono in autonomia, senza coordinarsi con organizzazioni strutturate, e che quindi lasciano pochissime tracce anticipatorie. Per contrastarli, l’attività di intelligence è stata potenziata in modo specifico: forum online e canali social verranno monitorati sistematicamente alla ricerca di segnali riconducibili alla pianificazione di azioni violente.
Il dispositivo di sicurezza è stato pensato anche in vista di cortei ed eventi pubblici già in programma nelle prossime settimane. Per oggi sono previste due mobilitazioni: una alle 18 in piazza Santi Apostoli a Roma, organizzata dal “Comitato 7 Ottobre”, e una nei pressi dell’ambasciata americana di via Veneto, con la partecipazione di gruppi antagonisti in segno di protesta contro quella che definiscono “l’aggressione imperialista” a Teheran. A Milano, nella stessa fascia oraria, era previsto un presidio davanti al consolato statunitense, preceduto da un flash-mob alle 13 in piazza Montecitorio.
Il comitato strategico antiterrorismo, noto con l’acronimo CASA, ha intensificato i propri incontri, dopo essersi già riunito d’urgenza il sabato precedente. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una risposta coordinata e tempestiva a qualsiasi evenienza, in un contesto internazionale che resta, al momento, profondamente instabile.



