La partita tra Inter e Juventus di sabato sera continua a far discutere ben oltre il risultato finale di 3-2 per i nerazzurri. Al centro delle polemiche c’è Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, finito nell’occhio del ciclone per un episodio che ha cambiato le sorti del match giocato a San Siro.
Al 42esimo minuto del primo tempo, con il punteggio sull’1-1, è accaduto l’episodio chiave della serata. Bastoni stava facendo ripartire un contropiede quando Kalulu, difensore della Juventus già ammonito, è andato a contrasto senza però toccarlo. Il giocatore dell’Inter si è lasciato cadere a terra in modo plateale, convincendo l’arbitro La Penna a estrarre il secondo cartellino giallo per Kalulu. Il francese è stato quindi espulso, lasciando la Juventus in dieci uomini per oltre un tempo di gioco.
Le immagini hanno mostrato chiaramente che il difensore bianconero non ha neanche sfiorato l’avversario, rendendo evidente la simulazione. Ma quello che ha fatto esplodere davvero le polemiche è stato il comportamento di Bastoni subito dopo: il difensore ha esultato in modo sfrenato per il rosso sventolato all’avversario, un gesto giudicato da molti come profondamente antisportivo.
Nonostante l’errore sia stato chiaro fin da subito, il VAR non ha potuto correggere la decisione dell’arbitro perché il regolamento non prevede la revisione per i cartellini gialli. Se La Penna avesse estratto direttamente un rosso, il VAR avrebbe potuto richiamarlo al monitor. Ma trattandosi di una seconda ammonizione, la tecnologia è rimasta impotente. Neanche la Giustizia Sportiva potrà sanzionare il giocatore tramite utilizzo della prova televisiva, perché questo non rientra nella casistica dei falli sanzionabili “in differita”.

Anche il designatore arbitrale Rocchi ha riconosciuto l’errore commesso da La Penna, ma secondo il regolamento Bastoni non può essere squalificato a posteriori tramite la prova tv, proprio perché non ha causato un’espulsione diretta ma un secondo giallo.
L’indignazione sui social network è esplosa nelle ore successive alla partita. L’hashtag #BastoniOUTNazionale è diventato rapidamente virale, con migliaia di tifosi che chiedono l’esclusione del difensore dalla Nazionale italiana.
La pagina Facebook Sportevai ha lanciato domenica pomeriggio un sondaggio dal titolo “Alessandro Bastoni andrebbe escluso dalla Nazionale?”. In sole cinque ore, la proposta ha raccolto oltre 7.000 like (attenzione: non si tratta di firme vere e proprie, ma di reazioni su Facebook). Al ritmo di circa 1.400 like all’ora, il post ha dimostrato quanto sia sentita la questione tra i tifosi italiani.
Su Change.org, la piattaforma di petizioni online, è apparsa almeno una raccolta firme intitolata “Bastoni fuori dalla Nazionale italiana di calcio!”. Al momento, però, la petizione ha raccolto ancora poche adesioni (ma le cose possono cambiare in fretta, ovviamente).
Ma la polemica non si è fermata a Bastoni. Roberto Saviano, scrittore e giornalista noto per il suo impegno contro le mafie, ha colto l’occasione per un attacco frontale al sistema calcio italiano e in particolare al presidente dell’Inter Giuseppe Marotta.
“Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati”, ha scritto Saviano pubblicando una foto di Marotta. L’intellettuale ha poi aggiunto: “Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l’Inter non avrebbe alcun valore”.
Saviano ha anche fatto riferimento a un provvedimento giudiziario che parla di “sudditanza” della società nerazzurra nei confronti degli esponenti della Curva Nord, richiamando le inchieste sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tifo organizzato. Lo scrittore ha voluto però chiarire: “Non è un attacco ad atleti e tifosi, che sono le prime vittime di un sistema non del tutto trasparente”.
In chiusura del suo post, Saviano ha pubblicato anche un’immagine di Ignazio La Russa, presidente del Senato e tifoso dichiarato dell’Inter, per sottolineare i legami del club con le istituzioni. Proprio La Russa, intervistato da Telelombardia, ha difeso Bastoni sostenendo che “rubare in casa di chi ruba non è poi così grave”, riferendosi a presunti torti arbitrali subiti dall’Inter in passato.
Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio, ha commentato l’episodio con sei laconiche parole: “Bastoni non va convocato in Nazionale”. L’intervento dell’ex premier, noto appassionato di calcio, ha aggiunto ulteriore peso alla polemica.
Tecnicamente, la FIGC ha un codice etico che definisce principi come onestà, correttezza e trasparenza, a cui tutti i tesserati devono attenersi. In teoria, quindi, il comportamento di Bastoni potrebbe essere sanzionato. Tuttavia, è probabile che il difensore sarà regolarmente convocato dal commissario tecnico Gennaro Gattuso per i playoff mondiali del 26 marzo contro l’Irlanda del Nord.
L’Inter ha dovuto proteggere Bastoni: il difensore e sua moglie Camilla hanno bloccato i commenti sui social, su suggerimento delle forze dell’ordine, dopo aver ricevuto insulti e minacce pesantissime, anche di morte. Le minacce hanno riguardato persino la piccola figlia della coppia.
Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha sostituito Bastoni all’intervallo perché aveva intuito che il giocatore non avrebbe avuto la serenità necessaria per continuare. Nel post-partita, Chivu ha difeso il suo giocatore sostenendo che ci fosse stato effettivamente un tocco da parte di Kalulu e che l’espulsione fosse giusta, una posizione che ha lasciato molti increduli.
Stamattina, Marotta ha replicato duramente alle parole di Saviano: “Non so neanche chi sia, non so che ruolo abbia, non voglio neanche dargli importanza. Tutto è in mano ai nostri avvocati”. Il presidente dell’Inter ha poi aggiunto che Bastoni è stato “oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo”, ricordando che ci sono stati in passato giocatori diventati famosi proprio per le simulazioni.



