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Home » Attualità » Biden l’addormentato e Barack “Hussein” Obama, Trump ridicolizza i predecessori con targhe dispregiative

Biden l’addormentato e Barack “Hussein” Obama, Trump ridicolizza i predecessori con targhe dispregiative

Nuove targhe alla Casa Bianca attaccano Obama e Biden. Trump installa pannelli offensivi, diffondendo teorie complottiste.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino18 Dicembre 2025
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Corridoio casa bianca
Corridoio Casa Bianca (fonte: YouTube)

Ricordate il ritratto dell’autopen di Joe Biden appeso nella Walk of Fame della Casa Bianca? Fu un modo, da parte dell’amministrazione Trump per prendere in giro l’ex presidente, alludendo alla sua incapacità di prendere decisioni e firmare autonomamente i vari provvedimenti. Ora c’è un nuovo capitolo e a essere preso di mira è stato Barack Obama. La Casa Bianca ha installato una serie di targhe commemorative sotto i ritratti presidenziali esposti nel colonnato dell’edificio e, invece di celebrare i predecessori di Donald Trump, i testi attaccano duramente le amministrazioni di Barack Obama e Joe Biden, diffondendo anche disinformazione sui loro mandati.

Le targhe sono state posizionate sotto i ritratti della nuova “Presidential Walk of Fame” voluta da Trump. Quella collocata sotto lo spazio riservato al ritratto di Biden, attualmente occupato da una foto dell’Autopen, si riferisce all’ex presidente come “Sleepy Joe Biden” (l’addormentato Joe Biden) e lo definisce “il peggior Presidente nella storia americana”.

Il testo contiene numerose affermazioni denigratorie, facendo riferimento al “grave declino mentale” di Biden, alla “Biden Crime Family” e ai suoi “gestori della sinistra radicale”. La targa sostiene inoltre che Biden sia salito al potere “come risultato dell’elezione più corrotta mai vista negli Stati Uniti”, ripetendo le teorie infondate di Trump sul risultato delle elezioni presidenziali del 2020.

Secondo la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, Trump avrebbe scritto personalmente il testo di molte targhe. “Le targhe sono descrizioni scritte eloquentemente di ciascun Presidente e dell’eredità che hanno lasciato”, ha dichiarato Leavitt a NBC News. “Da studioso di storia, molte sono state scritte direttamente dal Presidente stesso”.

La targa dedicata a Biden elenca quella che l’amministrazione Trump definisce “una serie di disastri senza precedenti che hanno portato la nostra Nazione sull’orlo della distruzione”, citando l’inflazione sviluppatasi durante la sua presidenza, definendo l’Inflation Reduction Act come “Green New Scam” (la nuova spazzatura verde) e criticando le politiche sull’immigrazione.

Il testo fa anche riferimento al ritiro dall’Afghanistan nel 2021, definendolo “tra gli eventi più umilianti della storia americana” e menzionando la morte di 13 membri delle forze armate statunitensi. La targa suggerisce che “vedendo la devastante debolezza di Biden, la Russia ha invaso l’Ucraina e i terroristi di Hamas hanno lanciato l’atrocità attacco del 7 ottobre contro Israele”.

Non risparmia nemmeno l’ex presidente Barack Obama. La sua targa lo identifica con il nome completo “Barack Hussein Obama”, spesso usato in modo dispregiativo nei circoli di destra, definendolo “una delle figure più divisive della storia americana”.

Il testo critica l’Obamacare, chiamandolo “l’Unaffordable Care Act altamente inefficace”, e afferma che Obama “ha presieduto a un’economia stagnante, ha approvato il terribile accordo nucleare con l’Iran e ha firmato gli accordi unilaterali di Parigi sul clima, entrambi successivamente terminati dal Presidente Donald J. Trump”.

La targa ripete anche la teoria del complotto secondo cui Obama avrebbe “spiato” la campagna presidenziale di Trump del 2016 e afferma che ha “presieduto alla creazione della bufala Russia, Russia, Russia, il peggior scandalo politico della storia americana”.

Anche l’ex presidente Bill Clinton non è stato risparmiato: la sua targa termina ricordando che Trump ha sconfitto sua moglie Hillary nelle elezioni presidenziali del 2016.

In netto contrasto, le due targhe dedicate ai mandati di Trump descrivono la sua leadership in termini entusiastici. Quella sui primi quattro anni sostiene che abbia “firmato i più grandi tagli fiscali della storia, costruito un’economia in forte espansione, eliminato un numero record di regolamentazioni federali, ricostruito le forze armate degli Stati Uniti” e creato “la più grande economia della storia del mondo”.

La targa sul secondo mandato vanta le sue tariffe drastiche, le politiche migratorie dure e afferma che ha “rimosso la teoria critica della razza e la follia transgender dalle scuole pubbliche, e ha vietato gli uomini negli sport femminili”. Il testo si conclude con un promettente “MA IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!”.

Minaccia o promessa?

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