Un filmato rubato sta facendo esplodere le polemiche in Francia. Le immagini mostrano Brigitte Macron, moglie del presidente Emmanuel Macron, mentre parla con il comico Ary Abittan poco prima del suo spettacolo alle Folies Bergères di domenica sera. Quello che sembrava uno scambio privato è diventato un caso nazionale che mescola giustizia, femminismo e istituzioni.
Nel video si vede la première dame avvicinarsi sorridendo al comico e chiedergli come sta. Lui risponde nervoso: “Ho paura”. “Paura di cosa?”, domanda lei. “Di tutto”, replica Abittan. A quel punto arriva la frase che ha scatenato il finimondo: “Sì ci sono delle brutte str…. le sbatteremo fuori”, dice Brigitte Macron ridendo, aggiungendo poi “soprattutto banditi mascherati”.
A chi si riferiva? Il sabato precedente quattro attiviste femministe avevano bloccato lo spettacolo di Abittan indossando maschere con il suo volto e la scritta “violentatore”. Una protesta legata a una storia giudiziaria complicata: il comico era stato accusato di stupro nel 2021, ma dopo oltre tre anni di processo è stato assolto sia in primo che in secondo grado.
Il collettivo #NousToutes, cui appartengono le manifestanti, ha condiviso il video su Instagram lanciando l’hashtag #SalesConnes (proprio le “brutte str….” dette da Brigitte Macron). “Siamo profondamente scioccate. Le sue parole mostrano come vede le cose, il messaggio politico è estremamente grave”, ha dichiarato Gwen, un’attivista del gruppo che usa uno pseudonimo.
Per il movimento femminista si tratta di un ulteriore schiaffo alle vittime e alle associazioni che si battono contro la violenza di genere. Il paradosso è evidente: nel 2017 Emmanuel Macron aveva definito la lotta contro le violenze sulle donne “la più importante” del suo mandato. Le parole della moglie sembrano contraddire clamorosamente quella promessa.
Lo staff di Brigitte Macron ha cercato di limitare i danni spiegando che le sue parole erano solo “una critica al metodo radicale” usato dalle attiviste che hanno disturbato lo spettacolo con le maschere, non un attacco al femminismo in generale. Ma la spiegazione non ha convinto quasi nessuno.
L’attrice e attivista Judith Godrèche ha risposto con solidarietà: “Anch’io sono una brutta str…. E sostengo tutte le altre”. La leader ecologista Marine Tondelier ha definito le parole “gravissime” e ha sottolineato che “una first lady non dovrebbe dire cose del genere”. Secondo Tondelier, dopo l’assoluzione Abittan può tornare a esibirsi, ma anche le femministe hanno il diritto di esprimere la loro opinione.
La France insoumise, il partito della sinistra radicale, ne ha approfittato per chiedere le dimissioni del presidente: “Si inizia con i diritti delle donne grande causa del quinquennio, e si finisce con gli insulti. È ora che i Macron se ne vadano”, ha detto Manon Aubry.
Di tutt’altro avviso il conduttore televisivo Pascal Praud, che ha difeso sia Brigitte Macron che il comico: “Forse una première dame non dovrebbe usare certe parole, ma le ha dette in privato. E comunque l’attore è stato processato e assolto”. Secondo Praud, il collettivo #NousToutes “rifiuta una sentenza e compie azioni illegali in totale impunità”.
Il caso Abittan solleva questioni profonde sul confine tra giustizia formale e giustizia sociale, tra diritto alla protesta e rispetto delle sentenze, tra ruolo istituzionale e libertà di parola. Una vicenda che fotografa le tensioni della Francia contemporanea sul tema delle violenze di genere e sui metodi di lotta femminista.



