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Home » Attualità » Chi sono davvero i maranza: la moda, la paura dei cittadini e ora saranno “protagonisti” del pacchetto sicurezza del governo

Chi sono davvero i maranza: la moda, la paura dei cittadini e ora saranno “protagonisti” del pacchetto sicurezza del governo

I maranza, gruppi di giovani delle periferie con stile "tamarro", sono finiti al centro del dibattito sulla sicurezza dopo recenti episodi di violenza.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino15 Gennaio 2026
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ragazzo con felpa visto da dietro
ragazzo con felpa visto da dietro

Il termine maranza nasce dallo slang milanese degli anni Ottanta come fusione tra “marocchino” e “zanza”, per indicare ragazzi dall’atteggiamento tamarro o coatto. Oggi definisce giovani che si muovono in gruppi numerosi, principalmente dalle periferie urbane, con un comportamento da bulletti e un look molto riconoscibile. L’estetica maranza è diventata un vero e proprio codice identificativo: tute in acetato griffate, maglie ufficiali di squadre di calcio, giacche smanicate, cappellini o bandane. L’accessorio simbolo è la tracolla, spesso accompagnata da collane vistose e orologi appariscenti. I capelli arruffati e il marchio in evidenza completano il quadro. È uno stile che mescola strada e ostentazione, dove conta mostrare l’etichetta.

Su TikTok il fenomeno ha trovato terreno fertile. Tra i giovani spopola la musica rap e trap francese che racconta la vita di strada, con brani come “Alicante” del rapper Gambino che sono diventati una sorta di inno per questi gruppi. I social hanno trasformato i maranza da realtà di quartiere a fenomeno mediatico, amplificando comportamenti e atteggiamenti.

La differenza con uno “zanza” (tamarro più di stile che di sostanza) sta nell’atteggiamento: i maranza si atteggiano a bulletti, sempre pronti alla rissa. Sui social vengono spesso associati a ragazzi di periferia che disturbano passanti, turisti e coetanei, con comportamenti che vanno dalle minacce alle aggressioni vere e proprie.

 

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Il primo episodio eclatante risale al giugno 2022, quando una massiccia rissa tra giovani scoppiò sulla spiaggia di Castelnuovo del Garda. Quello che doveva essere un raduno per la musica trap organizzato su TikTok si trasformò in uno scontro caotico che richiese l’intervento della polizia in tenuta antisommossa.

Negli ultimi mesi del 2024 e all’inizio del 2025, Milano ha vissuto una vera escalation. A dicembre scorso, quattro giovani, un tunisino di vent’anni, un siriano di diciassette, un marocchino di sedici e un’italiana quindicenne,  hanno sequestrato e rapinato un quindicenne milanese. Lo hanno costretto a spogliarsi completamente, hanno indossato i suoi vestiti e lo hanno portato a un bancomat minacciandolo di morte. Quando il ragazzo non aveva soldi sulla carta, lo hanno obbligato a chiamare il padre per farsi ricaricare cento euro. Il genitore, insospettito, ha lanciato l’allarme e i carabinieri li hanno arrestati in zona Buenos Aires.

Tra novembre 2024 e gennaio 2025 si sono moltiplicati gli episodi violenti: dalla zona Darsena ai Navigli, dall’Arco della Pace a Corso Como. Un gruppo di ragazze è stato accerchiato e aggredito a Capodanno, un ragazzo è stato accoltellato durante un tentativo di rapina. Ad aprile 2025, un maxi blitz della Squadra Mobile ha portato all’arresto di cinquanta persone accusate di rapine, ricettazione e riciclaggio. Gli investigatori hanno documentato ventisei rapine avvenute principalmente su autobus e metropolitane tra agosto e dicembre 2024, con vittime quasi sempre giovani studenti o turisti rapinati delle collanine d’oro.

Il fenomeno dei maranza è finito al centro del dibattito politico. Il governo sta preparando un nuovo pacchetto sicurezza che include misure specifiche definite “anti-maranza”. Tra i punti principali: il divieto assoluto di portare coltelli e strumenti atti a offendere, con tanto di divieto di vendita ai minori, l’ampliamento dei reati per cui il questore può applicare l’ammonimento, e sanzioni amministrative per i genitori dei minori che commettono reati.

Si prevede anche l’estensione a livello nazionale del “modello Caivano”, l’insieme di misure sperimentato nel comune campano dopo gravi episodi di cronaca, con maggiore responsabilizzazione delle famiglie. Il pacchetto introduce inoltre aggravanti per reati commessi da persone con il volto travisato e nuovi poteri ai prefetti per applicare sanzioni come il ritiro di patente, passaporto o permesso di soggiorno.

La Lega sta lavorando parallelamente a una proposta sulla cittadinanza con requisiti più stringenti, che alcuni definiscono anch’essa “anti-maranza”. L’obiettivo dichiarato è garantire la certezza della sanzione, trasformando alcune violazioni penali in illeciti amministrativi punibili con multe immediate.

Secondo i dati del Viminale, nel 2024 gli omicidi commessi da minori sono quasi triplicati rispetto all’anno precedente. Gli stranieri denunciati o arrestati sono stati oltre 287mila, oltre un terzo del totale, con un’incidenza che supera il sessanta per cento per furti e rapine in strada. A Milano, nei primi nove mesi del 2025, gli arresti per reati di strada sono stati circa 830, con un arrestato su cinque minorenne. Il questore Bruno Megale ha confermato che il 70-80% dei reati predatori è commesso da stranieri.

Il fenomeno non riguarda solo le metropoli. Da Torino a Napoli, da Roma a Forlì, le gang giovanili stanno segnando il territorio con violenza e intimidazione. Milano resta però sotto i riflettori, occupando le prime posizioni nella classifica della criminalità del Sole 24 Ore, dove si concentra il 23,5% degli illeciti rilevati nelle grandi città.

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