La notte di Capodanno a Crans-Montana, celebre località sciistica svizzera, si è trasformata in tragedia con 47 morti e circa 100 feriti nel bar Le Constellation. Le autorità svizzere hanno confermato che la causa è stata un flashover, definito “fenomeno pericolosissimo” che ha reso impossibile la fuga per chi si trovava all’interno. Il flashover è un evento che può trasformare qualsiasi ambiente chiuso in una camera di morte nell’arco di pochi secondi. Immaginate un fuoco che inizia in un angolo della stanza: le fiamme bruciano, il calore sale verso l’alto e si concentra sul soffitto. I materiali che bruciano rilasciano gas infiammabili che si accumulano nella parte superiore dello spazio, diventando sempre più caldi.
Quando questi gas raggiungono una temperatura critica – parliamo di oltre 600 gradi centigradi – avviene l’irreparabile: tutto prende fuoco simultaneamente. Non è più solo il punto dove è partito l’incendio a bruciare, ma l’intera stanza esplode in fiamme. Questo passaggio fulmineo da un incendio controllabile a un rogo generalizzato è proprio il flashover.

La velocità è ciò che rende questo fenomeno così micidiale. Le fiamme si propagano con una rapidità incredibile, lasciando chi si trova all’interno senza alcuna possibilità di reagire. In una manciata di secondi, la temperatura schizza a livelli incompatibili con la vita umana e l’intero ambiente diventa una fornace.
A Crans-Montana, secondo le ricostruzioni, un petardo o una candela avrebbe innescato l’incendio nel controsoffitto del locale, dove si trovavano materiali combustibili. Le condizioni erano perfette per scatenare il flashover: spazio chiuso, materiali infiammabili, accumulo di calore. Il risultato è stato devastante.
