Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è tornato a scuotere l’opinione pubblica italiana con un attacco frontale al modello educativo adottato da molti genitori. Attraverso i suoi canali social, l’esperto ha rilanciato uno dei temi centrali del suo pensiero: “Siamo un Paese fondato sul divano e sull’attesa dell’eredità. Con i nostri figli abbiamo sbagliato tutto“.
Per Crepet, il problema principale risiede nell’atteggiamento iperprotettivo che caratterizza molte famiglie italiane. Secondo lo psichiatra, padri e madri non starebbero preparando adeguatamente i figli ad affrontare le fatiche della vita reale, assumendo invece una postura di continua protezione che si rivelerebbe deleteria per lo sviluppo delle nuove generazioni.
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Ma le critiche di Crepet non si limitano ai genitori. In un’intervista a Il Resto del Carlino, lo psichiatra ha lanciato un allarme preoccupante: i giovani di oggi non sanno più ragionare. E la responsabilità, secondo lui, va condivisa tra tecnologia e sistema scolastico.
“La scuola dovrebbe far ragionare, invece si limita a far ripetere“, ha affermato Crepet. I giovani crescerebbero in un sistema educativo che privilegia la memorizzazione rispetto alla comprensione, la performance rispetto alla riflessione. In questo contesto, il pensiero critico che nasce dal dubbio, dalla domanda e dalla curiosità verrebbe soffocato.
Il sociologo aveva già criticato duramente il sistema scolastico che registra il 99% di promossi agli esami di Stato, mentre le rilevazioni INVALSI mostrano che solo il 66% degli studenti possiede realmente le competenze minime in italiano e matematica. “Preferiamo i maestri delle pacche sulle spalle, a quelli scomodi“, aveva tuonato. “Tutto questo è come dire a un ragazzo o a una ragazza: se studi o non studi fa lo stesso, tanto erediti. Il futuro, però, non è da ereditare. Il futuro è fare“.
L’altro grande bersaglio delle riflessioni di Crepet è l’intelligenza artificiale. Non perché sia di per sé negativa, ma perché se non governata rischia di diventare uno strumento di controllo sottile e pericoloso. “Non è un oggetto che compri o rifiuti. È qualcosa che ti guida, che ti spiega perché devi comprare questo o quello, che ti induce un pensiero“, ha spiegato.



