Nel complesso panorama delle forze di sicurezza libiche, le Forze speciali per il contrasto al terrorismo e al crimine organizzato, conosciute con l’acronimo RADA, rappresentano un’unità particolare con una storia che affonda le radici nella prima guerra civile libica del 2011. Questa organizzazione, oggi formalmente inserita nella struttura del Ministero dell’interno libico, è nata come milizia autonoma in uno scenario di guerra, trasformandosi nel tempo in una delle forze speciali più influenti del paese nordafricano.
La nascita di RADA è strettamente legata agli eventi della rivoluzione contro il regime di Muammar Gheddafi. L’unità si è formata nell’area di Suq al-Juma, un quartiere della capitale Tripoli, durante i combattimenti per il controllo dell’aeroporto militare di Mitiga. Proprio questo aeroporto è diventato il quartier generale permanente delle forze RADA, simbolo del loro radicamento territoriale e della loro capacità di mantenere il controllo su un’infrastruttura strategica per oltre un decennio.
Il nome completo in arabo dell’organizzazione si traduce letteralmente come “Forze speciali di deterrenza per il contrasto al terrorismo e al crimine organizzato”. In passato, l’unità era nota semplicemente come Forze speciali di deterrenza, ma la denominazione è stata successivamente ampliata per riflettere meglio il suo mandato operativo. Le responsabilità di RADA includono operazioni speciali di antiterrorismo, contrasto al crimine organizzato e funzioni di polizia giudiziaria.
Alla guida di questa forza speciale si trova Abdel Raouf Kara, figura controversa ma centrale nel panorama della sicurezza libica. Kara ha guidato la trasformazione di RADA da milizia rivoluzionaria a corpo di polizia integrato nelle strutture statali, un percorso complesso in un paese dove il confine tra milizie, forze paramilitari e istituzioni ufficiali rimane spesso sfumato.
L’aeroporto militare di Mitiga, base operativa di RADA, ha assunto nel tempo un ruolo cruciale per la capitale libica. Dopo la distruzione dell’aeroporto internazionale di Tripoli durante i combattimenti del 2014, Mitiga è diventato il principale scalo aereo della città, gestito de facto dalle forze RADA. Questo controllo su un’infrastruttura così vitale ha consolidato l’influenza dell’organizzazione ben oltre le sue funzioni di sicurezza.

La Rada si presenta come un’organizzazione dedita al contrasto della criminalità, con un focus particolare su narcotraffico, sequestri, contrabbando di armi ed esplosivi, immigrazione illegale e attacchi terroristici. L’unità pubblica regolarmente immagini e video delle proprie operazioni, mostrando sequestri di stupefacenti, alcol illegale, medicinali non regolamentati come il tramadolo, arresti di trafficanti e sospetti terroristi. Le operazioni si estendono oltre la capitale, raggiungendo città come Sabratha, Zawiya, Bengasi, Sirte e Dernah.
Tra le operazioni più significative, nell’agosto 2017 la Rada catturò Fahmi Salim Bin Khalifa, considerato uno dei più grandi trafficanti di esseri umani e carburante della Libia, su ordine della Procura Generale. L’arresto fu elogiato dalla National Oil Corporation statale, in un periodo caratterizzato da profondo vuoto di sicurezza e crisi di governance nel paese.
Tuttavia, l’organizzazione è al centro di numerose controversie. La Rada opera secondo principi della sharia islamica e segue l’interpretazione madkhali dell’islam, una corrente salafita radicale. Questo approccio ideologico ha portato a episodi che hanno diviso l’opinione pubblica, come il raid del novembre 2017 contro un evento del Comiccon Libya, regolarmente registrato e frequentato da circa 2000-3000 persone. La Rada, insieme alla Brigata Nawasi responsabile della sicurezza, fece irruzione nell’evento accusando gli organizzatori di promuovere materiale satanico, pornografico e massonico, oltre a corrompere la morale dei giovani libici con influenze occidentali. Immagini di cartone raffiguranti personaggi come Catwoman, Wonder Woman e Hulk furono distrutte, insieme a materiale legato ad anime, manga e fumetti Marvel.
Il nome di Osama Najim Almasri, ex capo della Polizia Giudiziaria libica, è emerso con forza nel dibattito internazionale dopo che l’Italia lo ha rispedito in Libia su un aereo di Stato, nonostante fosse ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Almasri era una figura chiave all’interno della struttura di comando legata alla Rada e la sua sostituzione si è rivelata problematica. Il recente arresto di Almasri da parte delle autorità libiche, preceduto da un progressivo distanziamento del primo ministro Dbeibah dalla figura del generale (e dalla milizia stessa), non significa però che quest’ultimo verrà effettivamente consegnato alla CPI e processato all’Aia.



