Diego Dalla Palma è uno dei make-up artist più noti, amati e apprezzati. In occasione della pubblicazione del suo libro Alfabeto emotivo ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato davvero di tutto. A cominciare dalla scelta, maturata da tempo, di morire ricorrendo all’eutanasia.
“Ho già organizzato tutto. Con un avvocato e un notaio. Comincio a sentire che alzarmi dalla sedia, al cinema o a teatro, diventa una piccola umiliazione: traballo (soffre di artrosi ndr). Devo cambiare le mutande due volte al giorno. La mente non è più quella di prima. È vita? Ho salvato i miei genitori malati dalla miseria, per quanto potevo. Ma io, come affronto il finale? Ho quattro soldi che mi permetteranno qualche sorriso; ma la vittoria sarà solo se potrò andarmene a modo mio.
Mi aiuterà un medico: mi ha preparato un composto. Sarò da solo, in un luogo del cuore, all’estero. L’ultimo mese è tutto deciso. Prima trascorrerò un momento meraviglioso: mangerò bene, un buon vino. Non mi ubriaco mai, ma so che dopo, per andarsene, ci vuole niente. Ho architettato una situazione non teatrale, non plateale: riservata, tranquilla. Me ne andrò gioiosamente. Quello che mi è stato preparato è velocissimo: due, tre minuti”.
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Dalla Palma ha poi parlato della sua relazione col sesso, della scoperta dell’omosessualità, avvenuta in adolescenza, dopo la brevissima relazione con una donna e raccontata alla madre amatissima durante un viaggio in macchina. Un rapporto, quello col sesso, vissuto con voracità e tanta incoscienza (negli anni dell’AIDS si proteggeva con una fiaschetta di grappa, una pomata antisettica e un preservativo):
“L’ho fatto ovunque: cabine telefoniche, bagni pubblici, parchi, cantieri dismessi, postriboli, cinema porno. Ma anche dopo i rapporti più fantasiosi, sentivo il bisogno di ripararmi sotto un portico a sentire la pioggia, o guardare le stelle. La mia sessualità è sempre stata accompagnata da una forte spiritualità”.
Quando gli viene chiesto dell’apice toccato, la risposta è stata senza mezzi termini:
“Un’orgia con diciannove persone in un abbaino a Venezia, Campo San Luca: nove donne (tre etero), dieci uomini (cinque etero). Un amico, Marcello — bellissimo, ebbe una relazione con Zeffirelli — organizzò la serata in un bar. “Staremo stretti”, mi disse. “Meglio, risposi”. La vigna stretta dà uva più dolce“.
Dalla Palma ha anche detto che lascerà i social, tutti deludenti. Quanto alle truccatrici nate sul web, una parola l’ha riservata a Clio Zammatteo, abile, a suo dire, a diventare l”Antonella Clerici del make-up”.



