E così, alla fine arrivò il giorno di Donald Trump che in questo momento sta parlando all’80.ma Assemblea generale dell’ONU. Un passaggio del suo discorso sta facendo molto discutere (tra gli altri, ovviamente), quello in cui ha detto di “aver messo fine a sette guerre in sette mesi“. “Nessun presidente o primo ministro e per quel che conta, nessun Paese, si è neanche avvicinato a qualcosa di simile“. Proviamo allora a capire quali sarebbero questi sette conflitti.
Secondo un’analisi di Axios, risalente allo scorso agosto, Trump avrebbe effettivamente supervisionato accordi, alcuni temporanei o parziali, in almeno sei guerre, includendo il suo primo mandato. La Casa Bianca, interpellata sulla questione, ha confermato la lista dei conflitti presentata da Axios e ne ha persino aggiunto un settimo, oltre alla guerra russo-ucraina.
Tuttavia, due dei conflitti citati risalgono al primo mandato di Trump, e in uno di questi, quello tra Etiopia ed Egitto, non è stato firmato alcun accordo. Inoltre, molti dei conflitti menzionati non sono stati completamente risolti, e le guerre in Ucraina e a Gaza sono tutt’ora in corso, nonostante le promesse di Trump di porvi fine.

Armenia e Azerbaigian. Un accordo di pace è stato firmato alla Casa Bianca all’inizio di agosto, dopo decenni di conflitti tra i due Paesi, culminati nel 2023 con la conquista azera del Nagorno-Karabakh. L’accordo prevede l’apertura di una via di transito denominata “Trump Route for International Peace and Prosperity”. Tuttavia, permangono dubbi sulla reale efficacia dell’accordo nel garantire una pace duratura.
Repubblica Democratica del Congo e Ruanda. A giugno, i due Paesi hanno firmato un accordo di pace mediato dagli Stati Uniti, dopo anni di conflitto transfrontaliero. Nonostante l’ottimismo iniziale, l’esercito congolese e il gruppo ribelle M23, sostenuto dal Ruanda, si accusano a vicenda di aver violato l’accordo.
Israele e Iran. Trump ha autorizzato un’operazione militare limitata contro l’Iran durante la guerra di 12 giorni con Israele a giugno, mediando poi un cessate il fuoco. Sebbene la Casa Bianca sostenga che gli attacchi abbiano rallentato il programma nucleare iraniano, Israele si riserva il diritto di attaccare nuovamente l’Iran in futuro.
India e Pakistan. A maggio, Trump ha chiesto la de-escalation tra le due nazioni dopo gli attacchi dell’esercito indiano contro obiettivi pakistani. Trump ha annunciato un cessate il fuoco, ma l’India si oppone a qualsiasi intervento esterno nella disputa sul Kashmir e nega che Trump abbia negoziato la tregua.
Cambogia e Thailandia. A luglio, i due Paesi hanno concordato un cessate il fuoco dopo un conflitto di cinque giorni, grazie alle pressioni di Trump. L’accordo è stato subito messo alla prova da reciproche accuse di attacchi.
Risalgono al primo mandato, invece, i conflitti tra Egitto ed Etiopia e Serbia e Kosovo.
Egitto ed Etiopia. Da anni Egitto ed Etiopia sono in stallo diplomatico per la diga Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) sul Nilo, con l’Egitto preoccupato per il suo approvvigionamento idrico. Durante il primo mandato di Trump, gli USA hanno tentato una mediazione, ma l’Etiopia si è ritirata e Trump ha sospeso alcuni aiuti, accusando poi l’Egitto di possibili azioni contro la diga. Attualmente, i negoziati proseguono, ma l’Egitto critica l’Etiopia per mancanza di volontà politica.
Serbia e Kosovo. Il Kosovo, indipendente dal 2008 ma non riconosciuto dalla Serbia, vive tensioni irrisolte. Nel 2020, l’amministrazione Trump ha mediato l’Accordo di Washington, un’intesa economica temporanea tra le due nazioni. Nonostante ciò, le tensioni persistono e la NATO spinge per accelerare i colloqui di pace.



