L’opera America di Maurizio Cattelan, il celebre water realizzato in oro massiccio a 18 carati, è stata venduta all’asta da Sotheby’s per 12 milioni di dollari durante la The Now and Contemporary Evening Auction di New York. Un risultato che si è rivelato inferiore alle aspettative del venditore Steve Cohen, proprietario dei New York Mets, che sperava in un guadagno più alto.
L’offerta di partenza si aggirava intorno ai 10 milioni di dollari, calcolata principalmente sul peso dei 101,2 chili d’oro utilizzati per realizzare l’opera. In sostanza, l’acquirente ha pagato poco più del valore del materiale prezioso più i diritti d’asta, in quella che è stata percepita come una delusione dal mondo delle aste d’arte. L’opera poteva essere acquistata anche in criptovalute.
Nonostante la cifra astronomica, però, America si posiziona al secondo posto nella classifica delle opere più costose di Cattelan. Il record assoluto appartiene a Him del 2001, venduta per oltre 17 milioni di dollari. Segue Comedian, la controversa banana attaccata al muro con nastro adesivo, ceduta per 6,24 milioni di dollari nel novembre 2024. Nel 2004, un’altra opera provocatoria dell’artista padovano, La Nona Ora che raffigurava papa Wojtyla colpito da un meteorite, era stata venduta per 2,34 milioni di dollari.
Ma come è nata l’opera America? L’intuizione concettuale dell’artista si deve dall’idea di ribaltare completamente la gerarchia di sacralità e importanza all’interno di uno spazio culturale. Per questo ha prelevato un water dal museo, fondendolo in oro e riportandolo esattamente nello stesso posto. Per l’installazione, però, non sono stati chiamati specialisti d’arte ma un comune idraulico, mentre per la pulizia sono stati utilizzati guanti di gomma e anticalcare invece dei tradizionali guanti bianchi di cotone.
America fece scalpore nel 2016 quando fu installata nel bagno del quinto piano del Guggenheim di New York. Il museo invitò i visitatori a utilizzarla come una normale toilette e oltre centomila persone si misero in fila per sperimentare quella che l’istituzione definì “un’intimità senza precedenti con un’opera d’arte”. Cattelan aveva realizzato tre copie dell’opera: oltre a quella del Guggenheim e a quella venduta ora, esisteva una terza versione esposta nella casa natale di Winston Churchill, che fu rubata nel 2019 e mai più ritrovata. Si ritiene che sia stata fusa immediatamente dopo il furto.
Per David Galperin, responsabile dell’arte contemporanea di Sotheby’s a New York, Cattelan è un consumato provocatore mondiale il cui lavoro si ricollega a Fountain, il celebre orinatoio di Marcel Duchamp. L’opera rappresenta un cortocircuito tra l’oggetto più ordinario e il materiale più simbolico del potere e del desiderio. Come spiegava l’artista:
Alla fine siamo tutti uguali, e lo ricordiamo proprio lì, nel luogo meno nobile e più necessario. Che siate ricchi o poveri, che abbiate mangiato un hamburger del McDonald’s o una cena stellata Michelin, il risultato non cambia.
America era stata concepita prima che Donald Trump diventasse presidente degli Stati Uniti, ma lo stesso Cattelan aveva notato l’affinità simbolica tra il tycoon e l’oro, dal momento che la Trump Tower e persino gli accessori dei bagni del jet privato del magnate sono caratterizzati da finiture dorate. L’opera diventa così, nelle parole dell’artista, il ritratto di un’epoca che confonde il valore con il prezzo, la bellezza con lo splendore.



