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Home » Attualità » Due treni dell’alta velocità deragliano in Andalusia, decine i morti e i passeggeri intrappolati al buio: cosa sappiamo

Due treni dell’alta velocità deragliano in Andalusia, decine i morti e i passeggeri intrappolati al buio: cosa sappiamo

Una catastrofe ferroviaria colpisce l'Andalusia: lo scontro tra due treni ad alta velocità causa decine di vittime e solleva dubbi sulla sicurezza.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino19 Gennaio 2026
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tragedia Andalusia
tragedia Andalusia (fonte: YouTube)

Una catastrofe ferroviaria ha colpito duramente il suolo spagnolo la sera del 18 gennaio 2026, nei pressi della cittadina andalusa di Adamuz, vicino Cordova. Il bilancio, ancora in fase di aggiornamento, riporta purtroppo 24 decessi accertati e oltre settanta feriti trasportati d’urgenza nei centri ospedalieri, con quindici passeggeri in condizioni critiche e sei in pericolo di vita. Molti viaggiatori sono rimasti a lungo bloccati tra le carcasse metalliche dei convogli distrutti, in attesa dei soccorsi.

L’incidente ha contorni quasi impossibili: un convoglio della società Iryo, in viaggio tra Malaga e Madrid con a bordo oltre trecento persone, è uscito dalle rotaie invadendo la linea opposta. In quel momento sopraggiungeva un altro treno diretto a Huelva con duecento passeggeri, che è stato centrato in pieno e fatto deragliare a sua volta. L’impatto è stato così violento che diverse carrozze sono rotolate giù per una scarpata di cinque metri, complicando terribilmente l’accesso ai feriti.

Antonio Sanz, responsabile della sanità regionale, ha descritto uno scenario desolante: i soccorritori sono riusciti a penetrare nel terzo vagone solo dopo ore, trovando numerose vittime. Le unità di emergenza hanno lavorato ininterrottamente tutta la notte per liberare chi era ancora prigioniero dei resti delle vetture accartocciate, operando in un contesto di estrema precarietà e urgenza medica per salvare il maggior numero di vite umane ancora in bilico.

Il caso appare tecnicamente incomprensibile. Il ministro dei Trasporti, Oscar Puente, ha sottolineato come l’evento sia privo di spiegazioni immediate: il treno Iryo era un modello di ultima generazione e l’infrastruttura era stata appena ammodernata nel 2025 con un colossale investimento da 700 milioni di euro. Inoltre, il disastro è avvenuto su un tratto perfettamente rettilineo, una zona considerata tra le più sicure della rete ferroviaria ad alta velocità.

Le parole del ministro evidenziano lo sconcerto dei tecnici, i quali ritengono quasi impossibile che un simile incidente avvenga in condizioni di manutenzione così elevate. Le indagini dovranno scavare a fondo per individuare anomalie occulte, poiché tutti i parametri standard di sicurezza sembravano essere pienamente rispettati al momento della tragedia, rendendo l’intera vicenda un enigma tecnologico che la Spagna deve risolvere con estrema urgenza.

Le voci di chi è scampato alla morte dipingono un quadro di puro terrore. Un giornalista della radio nazionale, presente sul treno per Madrid, ha paragonato l’urto a un violento terremoto. Secondo il suo racconto, la coda del treno si è staccata e un vagone si è ribaltato su un lato. In quei minuti concitati, il personale di bordo ha dovuto chiedere aiuto a medici presenti tra i passeggeri, rompendo i vetri con le asce di emergenza per evacuare le persone intrappolate.

Ancora più straziante è il racconto di una madre che ha ricevuto la chiamata d’aiuto della figlia bloccata nel vagone numero quattro. La ragazza, terrorizzata e immersa nel buio pesto, riferiva di corpi senza vita attorno a lei e di una totale assenza di autorità nei primi istanti dopo lo schianto. La confusione iniziale è stata tale che persino negli uffici della Renfe, l’azienda ferroviaria, le informazioni sulla gravità del disastro hanno tardato ad arrivare.

La notizia ha generato un’ondata di solidarietà mondiale. I sovrani Felipe VI e Letizia hanno manifestato il loro cordoglio alle famiglie colpite, così come la premier italiana Giorgia Meloni, che ha espresso la vicinanza dell’Italia al popolo spagnolo. Molti leader europei hanno inviato messaggi di sostegno, sottolineando il dolore per le giovani vite spezzate e augurando una pronta ripresa a chi sta ancora lottando per la sopravvivenza negli ospedali andalusi.

Anche Ursula von der Leyen, per conto dell’Unione Europea, e il presidente francese Macron hanno voluto far sentire la propria voce in questo momento di lutto nazionale. Dall’Italia, il ministro Tajani ha ribadito il legame fraterno con la Spagna, assicurando che l’intera comunità internazionale segue con apprensione le operazioni di recupero, mentre si attende di capire come sia stato possibile un guasto così letale su una delle linee ferroviarie più moderne d’Europa.

Mentre si scava ancora tra le lamiere con la speranza di trovare superstiti, la magistratura spagnola ha aperto un fascicolo per fare luce sulle cause. L’obiettivo è capire se si sia trattato di un fatale errore umano, di un rarissimo cedimento strutturale o di un guasto informatico nei sistemi di controllo. Per ora, resta solo il dolore per una tragedia che ha trasformato un tranquillo viaggio della domenica sera in uno degli incidenti ferroviari più gravi della storia spagnola.

 

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