La dodicesima edizione di Eduscopio, l’indagine annuale della Fondazione Agnelli che misura la qualità delle scuole superiori italiane attraverso i risultati universitari e lavorativi dei diplomati, ha incoronato un vincitore inaspettato: il liceo Giovanni Battista Ferrari di Este, in provincia di Padova, si è aggiudicato il primo posto assoluto con un punteggio di 94,45 su 100. Si tratta di uno scientifico delle scienze applicate, un indirizzo che sostituisce il latino con l’informatica, dimostrando che l’eccellenza scolastica può seguire percorsi innovativi e non necessariamente tradizionali.
Il portale, disponibile dal 3 dicembre all’indirizzo www.eduscopio.it, offre uno strumento di orientamento prezioso per studenti e famiglie che devono scegliere la scuola superiore dopo le medie. Quest’anno il gruppo di lavoro coordinato da Martino Bernardi ha analizzato i dati di 1.355.000 diplomati in 8.150 scuole, monitorando le traiettorie di carriera universitaria o lavorativa di chi ha conseguito la maturità tra il 2020 e il 2022, gli anni segnati dalla pandemia e dalla didattica a distanza.
La classifica generale rivela un dato interessante: sono generalmente le scuole di provincia a raggiungere i punteggi più alti. Dopo il Ferrari di Este, si distinguono lo scientifico Giovenale Ancina di Fossano, in provincia di Cuneo, con 93,18 punti, e il Giorgio Dal Piaz di Feltre con 92,65. Questo primato della provincia si conferma anche nell’analisi territoriale bergamasca, dove undici indirizzi su quattordici vedono primeggiare istituti fuori dal capoluogo.

Nel panorama delle grandi città, emergono differenze significative. A Milano, il Berchet torna in testa tra i licei classici mentre il Volta mantiene il primato tra gli scientifici. Ma è la Brianza a riservare sorprese: il classico Marie Curie di Meda supera tutti i licei del capoluogo lombardo e del suo hinterland. A Roma si confermano il classico Visconti e lo scientifico Righi, che quest’anno ottengono risultati migliori dei loro colleghi milanesi. Bologna vede primeggiare il Galvani e il Copernico, mentre a Firenze si distinguono il Galileo e il Machiavelli, quest’ultimo con un punteggio superiore al primo liceo scientifico della capitale.
A Napoli il Convitto Vittorio Emanuele II si impone sia tra i classici che tra gli scientifici, mentre a Torino il Camillo Benso di Cavour batte il Gioberti fra i classici. Tra gli scientifici torinesi primeggia il paritario Edoardo Agnelli.
In provincia di Bergamo, i dati confermano l’eccellenza territoriale. Il Weil di Treviglio conquista per il secondo anno consecutivo il primato tra i licei classici, precedendo il Sarpi in città e il Decio Celeri di Lovere. Tra i licei scientifici, il Turoldo di Zogno mantiene la leadership, distinguendosi tra i migliori non solo della Lombardia ma dell’intera Italia, davanti all’Einaudi di Dalmine e all’Amaldi di Alzano. Quest’ultimo celebra comunque un doppio successo, imponendosi sia tra gli scientifici a indirizzo delle scienze applicate sia tra quelli sportivi.
Nel filone dei licei delle scienze umane, il Federici di Trescore sale al primo posto, seguito dal Romero di Albino e dal Betty Ambiveri di Presezzo. L’opzione economico-sociale premia ancora il Fantoni di Clusone. Il Romero di Albino mantiene il comando nei licei linguistici, staccando il Galileo di Caravaggio e il Turoldo di Zogno. Tra i licei artistici, l’unica vittoria cittadina di Bergamo va al Fantoni paritario, davanti al Decio Celeri di Lovere e al Manzù.
Gli istituti tecnici dimostrano di preparare efficacemente sia al mondo universitario sia a quello lavorativo. Il Romero di Albino si conferma il miglior istituto tecnico economico, con il Piana di Lovere e il Belotti in città a completare il podio. Il Natta conserva il titolo di miglior istituto tecnico tecnologico, superando il Rigoni Stern e il Betty Ambiveri di Presezzo. In città, il Marconi di Dalmine sale in testa alla categoria dei tecnici tecnologici con il 76% di occupati, precedendo il Piana di Lovere e l’Archimede di Treviglio.
Per quanto riguarda gli sbocchi occupazionali, Eduscopio elabora un indice di occupazione che misura la percentuale di studenti che hanno lavorato almeno sei mesi entro due anni dal diploma, tra coloro che non si sono immatricolati all’università. I dati mostrano un quadro positivo del territorio bergamasco, con un aumento medio di circa tre punti percentuali rispetto all’anno precedente, riflettendo la forte domanda di manodopera del tessuto economico locale.
Tra gli istituti tecnici economici orientati al lavoro, il Rubini di Romano di Lombardia garantisce l’80% di occupazione, seguito dal Turoldo di Zogno e dal Lotto di Trescore. Negli istituti professionali per i servizi emerge il Sonzogni di Nembro con il 69%, affiancato dal Romero di Albino e dal Riva di Sarnico. Il Pesenti conquista il primato tra gli istituti professionali per industria e artigianato con il 73%, seguito dal Majorana di Seriate e dal Betty Ambiveri.
Una novità rilevante di questa edizione riguarda la valutazione dei percorsi quadriennali, la sperimentazione nazionale varata dall’ex ministra Valeria Fedeli su cui non erano ancora state diffuse informazioni ufficiali. Confrontando gli esiti di 1.885 giovani che hanno seguito la via breve con quelli di 8.588 compagni del percorso tradizionale, emerge che gli immatricolati del primo gruppo ottengono risultati peggiori sia in termini di esami sostenuti che di media dei voti, nonostante fossero usciti dalle scuole medie con un voto più alto.



