Un video intenso e carico di emozione ha scosso i social nelle ultime ore. Elisa, seduta al pianoforte, ha lasciato scorrere le lacrime mentre le sue dita si muovevano sui tasti, trasformando il dolore in musica. Un gesto simbolico ma potentissimo, avvenuto poco dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana di alcune navi della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta a Gaza.
Nel video pubblicato nelle stories di Instagram, la cantante non si è limitata a esprimere solidarietà al popolo palestinese e agli attivisti coinvolti nella missione. Con il volto segnato dalle emozioni, Elisa ha lanciato un appello diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, taggandola esplicitamente nel post.
Adesso che hanno bloccato la Global Sumud Flotilla, portate voi gli aiuti. In poche ore, portateli voi gli aiuti. Perché stanno morendo.
Il messaggio arriva in un momento cruciale, mentre nelle piazze di tutta Italia si formavano cortei pacifici di persone desiderose di dire basta al conflitto. La musica, linguaggio universale che Elisa conosce bene, è diventata il mezzo per amplificare un grido di dolore condiviso da molti in tutto il mondo.
L’impegno sociale e civile della cantante triestina, però, non è una novità. Durante la giornata aveva già condiviso attraverso i propri canali social aggiornamenti sulla situazione, e dopo l’appello alla Premier è tornata a farsi megafono della causa palestinese, postando altri contenuti a tema. Un attivismo che porta avanti da tempo con coerenza e determinazione.
Il 18 giugno 2025, durante il suo concerto a San Siro, aveva già esposto la bandiera della Palestina, e il 22 settembre aveva preso parte a una manifestazione organizzata a Trieste. Intercettata dai microfoni della Rai in quell’occasione, aveva dichiarato di sentire la propria presenza come un dovere:
Non si può umanamente accettare un genocidio. Per me non è possibile.
Alcuni giorni prima del blocco della Flotilla, la cantante aveva pubblicato un video messaggio su Instagram per supportare ufficialmente la missione della Global Sumud Flotilla. Qui Elisa aveva chiesto di mantenere alta l’attenzione mediatica su persone civili che stanno cercando di arrivare là dove i governi stanno fallendo, di ridare dignità al popolo palestinese e all’umanità intera con questo gesto, una dignità che ultimamente è andata persa.
L’artista aveva inoltre sottolineato l’importanza della copertura mediatica per proteggere le vite degli attivisti:
Dobbiamo supportarli, dobbiamo cercare di dar loro attenzione mediatica e non abbandonarli: è molto importante per proteggere le loro vite che l’attenzione mediatica rimanga alta su questa missione. Non possiamo rimanere indifferenti davanti a questa strage. Grazie a tutte le persone che stanno intraprendendo questa missione così importante e pericolosa.
L’appello di Elisa a Giorgia Meloni pone ora una domanda concreta al governo italiano: quale ruolo può giocare l’Italia nel garantire che gli aiuti umanitari raggiungano chi ne ha disperatamente bisogno? La cantante ha trasformato un momento di sconforto personale in una chiamata all’azione collettiva, ricordando che davanti a una crisi umanitaria l’indifferenza non è un’opzione. Tuttavia, commentando lo sciopero generale di domani in sostegno di Sumud Flotilla e di Gaza, la premier Meloni ha dato una risposta acre alla richiesta di Elisa, spostando il focus dell’attenzione: “Rivoluzione e weekend lungo non stanno insieme“.



