Tra oggi e domani, 3 ottobre 2025, l’Italia si prepara a due giornate di forte tensione sociale con scioperi nazionali che coinvolgeranno trasporti, scuola e diversi settori pubblici e privati.
La prima agitazione scatta alle 21 del 2 ottobre e si protrarrà fino alle 20.59 del 3 ottobre. Si tratta dello sciopero proclamato dal SI-Cobas per il settore ferroviario nazionale, che coinvolgerà il personale del gruppo Fs, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. L’impatto potrebbe essere particolarmente rilevante, considerando la vasta rete di collegamenti interessati e l’orario prolungato dell’astensione dal lavoro.
La motivazione principale della protesta, come dichiarato nel manifesto pubblicato dal sindacato, è il sostegno alla causa palestinese: “In continuità con lo sciopero generale del 22 settembre e con i quattro scioperi precedenti organizzati a sostegno della resistenza palestinese, per la fine del genocidio a Gaza“. Una posizione che collega direttamente le tensioni geopolitiche in Medio Oriente con le azioni sindacali sul territorio italiano.
Domani ci sarà lo sciopero generale proclamato da Cgil e Unione sindacale di base (Usb). Anche in questo caso, il focus è sulle tensioni mediorientali e, in particolare, sulla protesta contro l’abbordaggio israeliano delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. La Cgil ha definito l’episodio “un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati“, mentre l’Usb ha parlato di “un’aggressione che calpesta i valori democratici e la dignità umana“.
Nonostante la Cgil abbia assicurato che durante lo sciopero saranno garantite le prestazioni indispensabili, l’ampiezza della mobilitazione promette di generare rallentamenti e interruzioni in numerosi servizi. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha già fatto sapere di valutare la precettazione.

Secondo la Commissione di garanzia sugli scioperi, infatti, la motivazione addotta dai sindacati non rientrerebbe tra i casi che giustificano il mancato rispetto del preavviso minimo di almeno 10 giorni. Salvini, intervenuto a Rtl 102.5, ha dichiarato: “Aspetto il pronunciamento della Commissione di garanzia. Se dirà tutto bene, ne prenderemo atto. Se dirà che non si fa così, farò da ministro dei Trasporti tutto il possibile per garantire che domani l’Italia non scenda nel caos“.
Oltre agli scioperi nazionali, diverse agitazioni locali interesseranno il trasporto pubblico locale in varie città italiane. Il 3 ottobre, Osr Faisa-Cisal ha proclamato fermate che riguarderanno Palermo, Catania ed Enna. Il 6 ottobre sarà il turno di Latina, con lo sciopero indetto da Osp Filt-Cgil/Uilt-Uil/Ugl-Fna. Per il 10 ottobre è programmato lo stop di Osr Sul e Osr Usb Lavoro Privato che coinvolgerà l’Atac di Roma, con potenziali disagi per i pendolari della capitale.
Il calendario delle proteste prosegue anche nelle settimane successive. Il 15 ottobre è previsto uno sciopero di 24 ore a La Spezia, mentre il 17 toccherà a Genova con una fermata dalle 11.30 alle 15.30. Sempre il 15 ottobre, il sindacato Usb Pubblico Impiego ha proclamato per l’intera giornata e su tutto il territorio nazionale uno sciopero che coinvolgerà i lavoratori a tempo determinato del ministero della Giustizia.
Il fermento non si limita ai trasporti. Si attendono manifestazioni e iniziative anche negli atenei e nelle scuole da nord a sud, con cortei spontanei programmati in molte città italiane. La protesta si configura quindi come una mobilitazione trasversale.
