Nelle ultime ore, migliaia di smartphone a Napoli sono stati inondati da messaggi vocali e testi allarmanti. La voce parlava di una situazione drammatica: un’epidemia di meningite fuori controllo, con ospedali al collasso e giovani vittime. Ma c’è una notizia importante: è tutto falso.
Tutto è partito da una classica catena di WhatsApp. Quando si parla di salute, la paura corre più veloce della verità e il messaggio si è diffuso in un istante, rimbalzando di chat in chat. La bufala sosteneva che all’ospedale Cotugno ci fossero stati dei decessi, notizia smentita categoricamente dai medici: non esiste alcun focolaio e non c’è nessuna emergenza sanitaria in corso.

Come spesso accade con le fake news, alla base c’è un piccolo fatto reale che è stato però completamente distorto. Un ragazzo di 16 anni è stato effettivamente ricoverato a Frattamaggiore, ma i medici hanno chiarito che si tratta di una forma di meningite non infettiva. Cosa significa? Che è un caso isolato, non si attacca agli altri e non rappresenta alcun pericolo per gli amici o per i cittadini. Eppure, nel passaparola digitale, questo episodio è diventato l’inizio di una presunta pandemia.
La bufala è diventata ancora più cattiva quando ha iniziato a fare nomi e cognomi, suggerendo di evitare quartieri come Chiaia o locali specifici, tra cui l’Ambasciatori Club Restaurant. Il proprietario è dovuto intervenire sui social per difendere la propria attività da accuse infondate che stavano rovinando la reputazione del ristorante. Questo ci insegna che una bugia su WhatsApp può avere conseguenze pesanti sulla vita reale delle persone.



