Greta Thunberg, la nota attivista svedese , ha lasciato il comitato direttivo della Sumud Flotilla, la missione navale diretta a Gaza con l’obiettivo di rompere l’embargo e portare aiuti umanitari alla popolazione, colpita da alcuni droni alla sua partenza da Tunisi.
Secondo la dichiarazione rilasciata dalla stessa Thunberg, il suo ruolo all’interno della missione è destinato a cambiare, ma non la sua partecipazione:
Tutti abbiamo un ruolo: il mio non sarà nel comitato direttivo, ma come organizzatrice e partecipante.
Tuttavia, il suo nome è scomparso dalla lista dei membri del direttivo sul sito ufficiale della missione, alimentando ulteriormente le ipotesi di una frattura interna.

Secondo quanto riportato da Il Manifesto le divergenze potrebbero essere legate a una comunicazione ritenuta troppo incentrata sulle vicende interne della flottiglia e non abbastanza sul genocidio in Palestina, la causa principale della missione. Genocidio che nelle scorse ore è stato ufficializzato dalla Commissione d’Inchiesta ONU sui Territori Palestinesi Occupati, presieduta da Navi Pillay.
Le lunghe attese in banchina prima della partenza per Gaza avrebbero inoltre creato tensioni tra gli equipaggi, con alcuni membri che avrebbero addirittura abbandonato la missione per tornare a casa. L’attivista svedese, ad esempio, è stata vista lasciare la Family, la nave che ospitava il comitato organizzativo, per trasferirsi sulla Alma, un’imbarcazione più piccola. Questo spostamento fisico sembra confermare le voci di un allontanamento dal gruppo dirigente.
Non solo Greta Thunberg: anche il giornalista e influencer Yusuf Omar ha annunciato il suo abbandono della missione, motivandolo con ragioni di strategia comunicativa. Secondo alcune fonti, però, la sua decisione sarebbe legata a incomprensioni con altri partecipanti, dovute al suo stile, considerato da alcuni sensazionalistico, e al modo in cui ha gestito la comunicazione relativa all’attacco di droni subito dalla Flotilla.



