Con l’invasione di Gaza da parte dell’esercito di Israele, proviamo a fare un breve riassunto, che per forza di cose non può essere esaustivo, su quello che è avvenuto fino a oggi da quel 7 ottobre 2023 che diede il via a tutto.
Il 7 ottobre 2023. Hamas, organizzazione palestinese che controlla Gaza, attacca Israele con un’operazione chiamata “Alluvione Al-Aqsa”. I miliziani uccidono almeno 1194 persone tra civili e militari israeliani e rapiscono circa 250 persone portandole a Gaza come ostaggi.
L’8 ottobre 2023. Israele dichiara lo stato di guerra. Il primo ministro Benjamin Netanyahu annuncia tre obiettivi: liberare gli ostaggi, distruggere completamente Hamas e occupare militarmente Gaza. Iniziano i bombardamenti israeliani su tutto il territorio di Gaza.
Il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant ordina un “assedio completo” di Gaza, bloccando le forniture di cibo, elettricità, carburante e acqua. L’azienda elettrica israeliana interrompe l’80% dell’energia elettrica a Gaza.
La risposta militare israeliana
Il 27 ottobre 2023 inizia l’invasione di terra israeliana nella Striscia di Gaza. L’esercito israeliano aveva prima ordinato l’evacuazione di 1,1 milioni di persone dal nord di Gaza in 24 ore, ma l’ONU aveva definito impossibile questa evacuazione senza causare un disastro umanitario.
Le forze israeliane avanzano lentamente nelle aree urbane densamente popolate dove Hamas aveva le sue strutture militari. Gli scontri sono violenti perché Hamas aveva costruito tunnel sotterranei e bunker in mezzo alle zone abitate da civili.
A novembre 2023 Israele conquista l’ospedale Al-Shifa di Gaza, sostenendo che Hamas lo usava per scopi militari, ma queste prove vengono messe in dubbio da media internazionali. L’ONU segnala la scoperta di fosse comuni con 30 cadaveri palestinesi, alcuni con le mani legate.

La prima tregua
Il 24 novembre 2023 viene concordata una tregua di quattro giorni per permettere l’ingresso di aiuti umanitari e lo scambio di 50 ostaggi israeliani con 150 prigionieri palestinesi (donne e minori) nelle carceri israeliane.
Il 1° dicembre 2023 riprendono le ostilità. Israele estende l’offensiva anche al sud di Gaza, ordinando nuove evacuazioni. Le forze israeliane raggiungono Khan Yunis il 10 dicembre e attaccano Rafah, vicino al confine con l’Egitto, il 15 dicembre.

L’escalation regionale
Il conflitto si estende oltre Gaza coinvolgendo altri paesi e organizzazioni:
Libano e Hezbollah: dall’8 ottobre 2023 Hezbollah inizia a lanciare razzi dal Libano verso Israele. Gli scontri al confine nord continuano per mesi fino all’invasione israeliana del Libano.
Yemen e Houthi: gli Houthi yemeniti entrano nel conflitto il 31 ottobre 2023 attaccando navi nel Mar Rosso e lanciando missili verso Israele. Creano una crisi del commercio marittimo internazionale.
Iran: il 1° aprile 2024 Israele bombarda il consolato iraniano a Damasco uccidendo comandanti iraniani. L’Iran risponde il 13-14 aprile con il primo attacco aereo diretto contro Israele. Si susseguono altri attacchi reciproci che portano a una guerra Iran-Israele durata 12 giorni nel giugno 2025, che ha portato alla morte di un leader di Hamas, Ismail Haniyeh.

La crisi umanitaria
La popolazione civile palestinese di Gaza vive una grave crisi umanitaria. Secondo l’ONU, il 70% delle vittime del conflitto sono bambini e donne. Gaza affronta carenze di cibo, acqua, elettricità, carburante e medicinali a causa dell’assedio israeliano. Viene dichiarata ufficialmente la carestia.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la situazione “fuori controllo” e di “proporzioni catastrofiche”. Oltre un milione di persone sono sfollate all’interno di Gaza.

I mandati di arresto internazionali
La Corte Penale Internazionale il 21 novembre 2024 emette mandati di arresto per:
- Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu
- L’ex ministro della difesa Yoav Gallant
- Il comandante militare di Hamas Mohammed Deif
- Il capo di Hamas Yahya Sinwar (poi ucciso da Israele)
- l capo politico Ismail Haniyeh e il leader delle Brigate Al-Qassem (ucciso)
Le accuse riguardano crimini di guerra e crimini contro l’umanità per entrambe le parti.

La situazione attuale
Nel settembre 2025 si verificano nuovi episodi di violenza: un attentato a Gerusalemme che uccide sei israeliani e un raid israeliano in Qatar contro leader di Hamas.
Gaza è ora sotto attacco. Il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Bassal, ha dichiarato all’Afp che i bombardamenti sono continuati intensamente in tutta la città di Gaza City nella notte. Il numero di morti e feriti continua ad aumentare.
Il commentatore politico israeliano Ori Goldberg ha scritto su X che le azioni di Israele a Gaza equivalgono a annientamento e genocidio.
All’inizio dell’attacco, decine di familiari degli ostaggi di Hamas, guidati da Einav Zangauker hanno manifestato sotto casa di Netanyahu accusandolo di sacrificare la vita degli ostaggi per “considerazioni politiche”.



