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Home » Attualità » I buoni postali compiono 150 anni e anche Mattarella li festeggia: “Sono la pacifica armata dell’Italia”

I buoni postali compiono 150 anni e anche Mattarella li festeggia: “Sono la pacifica armata dell’Italia”

Poste Italiane e CDP celebrano 150 anni di libretti postali e 100 anni di buoni fruttiferi: 324 miliardi di euro di risparmio hanno finanziato lo sviluppo del Paese.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino31 Ottobre 2025
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Il presidente Mattarella alla cerimonia di festeggiamento dei buoni postali
Il presidente Mattarella alla cerimonia di festeggiamento dei buoni postali (fonte: Video da X/Quirinale)
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Un secolo e mezzo di storia italiana si intreccia indissolubilmente con quella dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio. Alla Nuvola di Fuksas, nel quartiere Eur di Roma, Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti hanno celebrato i 150 anni dal lancio dei libretti postali e i 100 anni dall’istituzione dei buoni fruttiferi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e di una platea gremita di sindaci con fascia tricolore e direttori degli uffici postali.

Il Presidente Mattarella ha partecipato alla cerimonia per il 150º anniversario del risparmio postale, organizzata da Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti pic.twitter.com/bgXpRShi6m

— Quirinale (@Quirinale) October 30, 2025

Oggi lo stock del risparmio postale ammonta a 324 miliardi di euro, distribuiti tra 31 milioni di libretti per un valore di 94 miliardi e 39 milioni di buoni per un valore di 230 miliardi. Sono circa 27 milioni i risparmiatori italiani, con un ammontare medio pro capite di circa 12 mila euro, come ha illustrato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante.

La distribuzione geografica del risparmio postale riflette la capillarità del servizio sul territorio nazionale. Secondo i dati aggiornati a dicembre scorso, la Campania risulta la regione con il valore più alto in termini di raccolta postale, con 46 miliardi di euro distribuiti tra 4,8 milioni di libretti e 6,3 milioni di buoni fruttiferi. Seguono la Lombardia con uno stock di circa 36 miliardi e il Lazio con oltre 30 miliardi, a testimonianza di una presenza che ha reso il risparmio accessibile in ogni angolo del Paese.

Nel suo intervento, il presidente Mattarella ha definito il risparmio postale una “pacifica armata” in grado di mobilitare risorse per il bene comune. “Con l’incoraggiamento e la tutela di ogni forma di risparmio, Cdp e Poste si caratterizzano in questo davvero come agenti della Costituzione, esempio di capacità di allineamento alle sfide della società contemporanea e alle attese del Paese“, ha affermato il Capo dello Stato, rivolgendosi al management e ai dipendenti presenti alla celebrazione.

La storia del risparmio postale è intrinsecamente legata allo sviluppo infrastrutturale e sociale dell’Italia. Le risorse raccolte attraverso libretti e buoni sono state impiegate da Cassa Depositi e Prestiti per finanziare opere di bonifica, costruzione di strade, ferrovie, scuole e ospedali. Non solo crescita ordinaria: il risparmio postale ha sostenuto anche gli interventi di ricostruzione dopo grandi emergenze nazionali come il disastro del Vajont, l’alluvione di Firenze del 1966 e i terremoti del Belice e del Friuli.

“È stato il potente motore che in 150 anni ha dato all’Italia la forza e la velocità per trasformarsi da Paese essenzialmente agricolo a potenza industriale“, ha sottolineato Del Fante, evidenziando come la capillarità della rete di uffici postali abbia permesso “”una democratizzazione del risparmio”” senza precedenti. Una presenza sul territorio che, come ha ricordato il ministro Giorgetti, ha garantito accessibilità a tutti e a costi contenuti, spesso in aree abbandonate dalle aziende di credito tradizionali.

L’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, ha sottolineato il significato profondo di questa missione: “Ogni libretto, ogni buono postale sottoscritto da una persona è per noi una storia di sforzi fatti per risparmiare e di speranza. Il dovere morale di gestire bene queste risorse ci ha permesso di sostenere con discrezione e dedizione progetti validi a sostegno della crescita del Paese“.

Il ministro Giorgetti ha richiamato il pensiero di Quintino Sella, suo predecessore alle finanze pubbliche nel diciannovesimo secolo, sostenitore dell’idea che “un popolo vale quanto risparmia“. “La solidità economica e la civiltà di una nazione dipendono anche e soprattutto dalla capacità dei suoi cittadini di accumulare risparmi, impiegandoli per migliorare le condizioni proprie e della società“, ha affermato il ministro, identificando tre caratteristiche fondamentali del risparmio postale: elemento propulsivo della crescita economica, fattore di inclusività sociale ed educazione finanziaria, e presenza capillare sul territorio.

La presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere, ha definito questa celebrazione “la storia stessa del nostro Paese“, mentre il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, ha parlato di “una relazione di fiducia profonda tra Poste, Cdp e i cittadini italiani“. Una fiducia che si rinnova da quasi due secoli e che, come ha concluso Scannapieco, continua a trasformare il risparmio in futuro, con la consapevolezza che lavorando con impegno è possibile rendere più forte l’economia italiana.

A rendere ancora più suggestiva la celebrazione, una lettura affidata all’attore Toni Servillo ha ripercorso la funzione del risparmio e la sua storia a partire dalla fine del diciannovesimo secolo, evocando un legame emotivo tra generazioni di italiani che hanno creduto nel futuro del Paese attraverso il gesto semplice ma potente di mettere da parte risorse per sé e per la collettività.

 

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