Banksy è tornato e stavolta punta il dito contro la giustizia. L’artista misterioso che continua a far parlare di sé con le sue opere provocatorie ha realizzato la sua nuova opera alla Royal Courts of Justice di Londra, dove il murale è apparso e subito scomparso, coperto da teli neri e barriere metalliche, sorvegliato da guardie e telecamere. L’opera, prontamente rivendicata dall’artista sul suo profilo Instagram, raffigura un giudice che colpisce un manifestante con un martelletto, una chiara critica al sistema giudiziario.
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Non è la prima volta che Banksy sceglie Londra come tela per i suoi messaggi. L’anno scorso, una serie di opere a tema animale ha animato la capitale, dal gorilla al London Zoo ai piranha in una cabina della polizia, fino a rinoceronti, elefanti e scimmie. Ogni opera, un commento pungente sulla società contemporanea, sulla politica e sulla condizione umana.
La scelta della Royal Courts of Justice come location per quest’ultima opera non è casuale. Rappresenta il cuore del sistema giudiziario britannico e, di conseguenza, diventa il bersaglio ideale per una critica alla giustizia, accusata di reprimere il dissenso. Il martelletto del giudice, simbolo di potere e giudizio, si trasforma in strumento di oppressione, mentre il manifestante, colpito e silenzioso, rappresenta la voce di chi protesta.
A new work understood to be by the street artist Banksy at the Royal Courts of Justice in London has already been covered up. https://t.co/GYizISQBTX https://t.co/GYizISQBTX
— Belfast Telegraph (@BelTel) September 8, 2025
Le opere d’arte non si spiegano, non razionalmente almeno, ma anche in questo caso l’artista non si è tirato indietro nel criticare duramente alcuni aspetti della società. Una delle sue opere più belle, rappresenta una Madonna (con in braccio un bambino) il cui petto è stato trafitto da una pallottola. Più di una persona lo ha considerato come la sublimazione della catastrofe di Gaza. Ma, ognuno può interpretare come meglio crede.



