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Home » Attualità » IMU 2025: c’è uno sconto del 75% che quasi nessun proprietario conosce (e come ottenerlo)

IMU 2025: c’è uno sconto del 75% che quasi nessun proprietario conosce (e come ottenerlo)

Ecco come risparmiare fino al 75% sull'IMU 2025 con gli sconti che quasi nessuno conosce. Tutte le agevolazioni disponibili prima della scadenza del 16 dicembre.
RedazioneDi Redazione3 Dicembre 2025
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mazzo di chiavi che fluttua su dei soldi
mazzo di chiavi che fluttua su dei soldi (fonte: Unsplash)
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La scadenza del 16 dicembre si avvicina e migliaia di persone che possiedono case o altri immobili si preparano a versare l’Imposta Municipale Propria (IMU). Il problema? Molti non sanno che potrebbero pagare molto meno, a volte perfino tre quarti in meno rispetto alla cifra piena.

Le agevolazioni esistono, ma bisogna sapere dove cercarle. Alcune valgono in tutta Italia, altre dipendono dal proprio Comune.

La riduzione più vantaggiosa riguarda chi decide di affittare la propria casa con un contratto a canone concordato. In pratica, si tratta di accordi in cui il proprietario accetta un affitto più basso rispetto ai prezzi normali di mercato, seguendo delle regole stabilite tra le associazioni di inquilini e proprietari.

Perché esiste questo sconto? Semplice: lo Stato vuole incentivare le persone a mettere le loro case a disposizione a prezzi accessibili, invece di lasciarle vuote o affittarle solo ai turisti per brevi periodi. In cambio, il proprietario ottiene il maxisconto del 75% sull’IMU e anche vantaggi sulle tasse IRPEF.

Per ottenere questa agevolazione serve che il contratto sia registrato regolarmente all’Agenzia delle Entrate e rispetti i requisiti degli accordi territoriali. Niente di complicato, ma bisogna assicurarsi che tutto sia in regola.

Molte famiglie italiane aiutano i propri figli prestando loro una casa, oppure i figli fanno lo stesso con i genitori. Se questo è il tuo caso, c’è uno sconto del 50% sull’IMU.

modellini di case su grafici
modellini di case su grafici (fonte: Unsplash)

L’agevolazione vale solo per il comodato d’uso (cioè quando presti la casa gratis) tra genitori e figli. Attenzione però: ci sono dei requisiti precisi da rispettare. Il contratto deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate, chi presta la casa deve vivere nello stesso Comune dove si trova l’immobile e non può possedere più di due abitazioni in quel territorio. Inoltre, la casa non deve essere di lusso.

Questi paletti servono per evitare che l’agevolazione venga usata in modo scorretto, concentrando il beneficio solo su chi sostiene davvero la famiglia.

Chi ha lavorato in Italia e ora vive la pensione all’estero può comunque ottenere lo sconto del 50%, a patto di rispettare alcune condizioni. Bisogna essere iscritti all’AIRE (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) e vivere in un Paese che ha accordi con l’Italia per evitare le doppie tassazioni.

L’immobile in Italia deve essere l’unico posseduto, escluse le pertinenze come garage o cantine.

Oltre agli sconti nazionali, ogni Comune può decidere di introdurre agevolazioni proprie per raggiungere obiettivi specifici sul territorio. L’IMU diventa così uno strumento per rilanciare zone in difficoltà o incentivare comportamenti utili alla comunità.

Un caso interessante è quello di Sarzana, che nel 2024 ha approvato uno sconto del 30% per chi affitta locali commerciali che prima erano sfitti. L’obiettivo era rivitalizzare il centro storico, attirando nuove attività e rendendo la zona più viva e attraente.

Questa strategia potrebbe essere adottata anche da altri Comuni per contrastare lo spopolamento di certe aree o recuperare quartieri degradati. I proprietari vengono spinti a non lasciare vuoti i loro immobili, con un vantaggio sia economico che sociale.

Esiste un’agevolazione che pochissimi conoscono, prevista dal Decreto Rilancio: i Comuni possono offrire uno sconto del 20% a chi sceglie di pagare l’IMU tramite domiciliazione bancaria. In pratica, si autorizza il prelievo automatico dal conto corrente.

Per ottenere questa riduzione bisogna fornire l’autorizzazione permanente al Comune entro il 16 giugno, quindi prima della scadenza dell’acconto. Il vantaggio è doppio: il contribuente non deve più preoccuparsi di scadenze e bollettini, mentre il Comune incassa con maggiore regolarità e riduce i costi amministrativi.

Attenzione: non tutti i Comuni hanno attivato questa possibilità. Serve una delibera specifica dell’amministrazione locale, quindi va verificato consultando il sito del proprio Comune o contattando l’ufficio tributi.

Per sapere con esattezza quali riduzioni puoi ottenere, devi controllare le delibere del tuo Comune. Ogni amministrazione locale ha autonomia nel definire aliquote e agevolazioni, nei limiti fissati dalla legge nazionale.

Dal 2025, i Comuni devono utilizzare un prospetto standardizzato disponibile sul portale del federalismo fiscale, che viene poi inviato al Ministero dell’Economia. Queste informazioni sono pubbliche e consultabili sia sui siti istituzionali dei singoli Comuni sia attraverso il Portale del Federalismo Fiscale del MEF.

È importante verificare la propria situazione con anticipo, soprattutto se rientri in una delle categorie che possono beneficiare degli sconti. In alcuni casi, infatti, è necessario comunicare preventivamente al Comune o conservare documenti che attestano il diritto all’agevolazione, come il contratto di comodato registrato o la copia del contratto a canone concordato.

Con la scadenza del 16 dicembre ormai vicina, c’è ancora tempo per informarsi e verificare se hai diritto a uno di questi sconti. Controllare può significare un risparmio significativo sulla cifra da versare e una gestione più intelligente del proprio patrimonio immobiliare.

 

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