Il ministro della sanità americano Robert F. Kennedy Jr. ha lanciato ieri una competizione insolita: darà 2 milioni di dollari a chi riesce a trovare modi concreti per usare l’intelligenza artificiale nel sistema sanitario degli Stati Uniti. L’iniziativa si chiama “Caregiver Artificial Intelligence Prize Competition” e cerca innovatori capaci di sviluppare strumenti tecnologici per aiutare chi assiste anziani e persone con disabilità.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha presentato questa gara come parte della strategia “Make America Healthy Again”, il programma sanitario dell’amministrazione Trump. Kennedy ha spiegato che l’obiettivo è ridurre il peso sulle spalle di chi si prende cura delle persone più fragili del paese. Secondo i dati dell’associazione AARP, circa un americano su quattro si occupa regolarmente di un adulto o bambino con problemi di salute complessi, spendendo in media 7.200 dollari all’anno di tasca propria.
La competizione dovrebbe premiare chi propone soluzioni per due aree specifiche: da un lato assistere direttamente i caregiver (familiari, amici o professionisti) con strumenti che li aiutino a educarsi, ridurre il lavoro burocratico e concentrarsi sulla cura delle persone; dall’altro supportare i datori di lavoro con tecnologie che migliorino l’organizzazione dei turni, la formazione e l’efficienza del personale sanitario.
Il problema principale dell’annuncio è la sua vaghezza. Sul sito ufficiale della gara si legge che le soluzioni vincitrici dovranno “dare potere ai caregiver, proteggere la dignità e ampliare l’accesso a cure di qualità a domicilio”, ma non viene specificato come. Non ci sono indicazioni tecniche precise o esempi concreti di cosa il governo si aspetti. In pratica, sembra che il Dipartimento stia chiedendo aiuto agli innovatori perché non ha ancora capito bene come l’intelligenza artificiale possa davvero migliorare l’assistenza sanitaria.

Durante l’evento di presentazione, Kennedy ha sottolineato che l’AI può “trasformare l’assistenza sanitaria fornendo supporto immediato, prevedendo rischi per la salute prima che accadano e automatizzando la burocrazia”, ma ha anche precisato che la tecnologia “non sostituirà mai la compassione e l’elemento umano”.
L’intelligenza artificiale ha mostrato risultati interessanti in medicina, soprattutto nella diagnosi precoce di alcuni tumori attraverso l’analisi di dati. Tuttavia resta poco chiaro quale direzione voglia prendere concretamente il governo e quali problemi specifici del sistema sanitario americano intenda risolvere.
Non è un momento facile per la sanità americana. Nelle settimane precedenti il Dipartimento aveva licenziato migliaia di dipendenti e rimosso alcuni tra i principali esperti di vaccini del paese. Kennedy ha anche nominato come direttore dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie una persona senza formazione medica, generando preoccupazione tra gli addetti ai lavori.
Questa settimana il governo ha inoltre assunto Calley Means, figura chiave del movimento sanitario di Kennedy, come consulente senior del Dipartimento. Means, critico dei cibi ultraprocessati e proprietario di una propria azienda nel settore sanitario, rafforza la presenza di collaboratori vicini all’agenda personale del ministro all’interno dell’amministrazione federale.
La gara si articolerà in tre fasi: progettazione, implementazione e scaling, con premi distribuiti lungo tutto il percorso fino al totale di 2 milioni di dollari. Resta da vedere se questa iniziativa produrrà risultati concreti o rimarrà un esperimento dall’esito incerto in un periodo già segnato da cambiamenti radicali nella gestione della sanità pubblica americana.
