Dal primo novembre 2025 il progetto euro digitale è entrato in una nuova fase decisiva: dopo due anni di preparazione, la Banca Centrale Europea e le banche centrali nazionali dell’area euro stanno ora lavorando allo sviluppo tecnico, al coinvolgimento del mercato e al supporto del processo legislativo che porterà alla possibile emissione di questa nuova forma di moneta. L’obiettivo dell’Eurosistema è essere pronti per una possibile introduzione dell’euro digitale nel corso del 2029, anche se la decisione finale sull’emissione sarà presa solo dopo il completamento del necessario quadro normativo europeo.
Si tratta di una versione digitale del contante, emessa e garantita dalla Banca Centrale Europea. Questa opzione di pagamento aggiuntiva offerta ai cittadini dell’Eurozona andrà ad affiancarsi alle banconote e alle monete tradizionali, senza sostituirle. Come spiegato dalla Banca d’Italia, l’euro digitale rappresenterebbe l’evoluzione naturale del contante nell’era digitale, paragonabile a come le banconote hanno rappresentato un’evoluzione delle monete metalliche nel corso della storia.
La differenza tra una banconota in euro e l’euro digitale sarebbe simile a quella tra una foto stampata e la sua versione su cornice digitale: cambierebbe il supporto ma il contenuto rimarrebbe identico. Entrambe manterrebbero lo stesso valore, la stessa garanzia e lo stesso potere d’acquisto. L’euro digitale costituirebbe un presidio di stabilità per la moneta unica nell’era digitale, permettendo ai cittadini di continuare a usare denaro pubblico anche nei pagamenti elettronici.
Come funzionerebbe concretamente? Attraverso un’applicazione sul telefono cellulare verrebbe aperto un portafoglio elettronico, ricaricabile direttamente dal conto corrente bancario di ciascun cittadino. Sarebbe possibile utilizzarlo per pagamenti sia online che offline, quindi nei tradizionali negozi fisici. Una caratteristica distintiva e innovativa riguarda la possibilità di effettuare transazioni anche in assenza di connessione internet o di servizi di telefonia mobile, garantendo continuità operativa in qualsiasi situazione, dai rifugi di montagna ai mercati affollati dove la rete spesso non regge.
Il progetto pilota, che testerà su scala ridotta le prime transazioni reali, potrebbe iniziare già a partire dalla metà del 2027. L’Eurosistema si sta concentrando su tre linee principali di lavoro: lo sviluppo tecnologico delle infrastrutture necessarie, il coinvolgimento attivo degli operatori di mercato che dovranno gestire la distribuzione, e il supporto al processo legislativo europeo che definirà il quadro giuridico della nuova moneta.

L’euro digitale non sarà una criptovaluta. A differenza di Bitcoin e altri cripto-asset, che non hanno un’entità centrale che li gestisce e presentano notevoli oscillazioni di valore, l’euro digitale sarà garantito dalla Banca Centrale Europea. Questa caratteristica fondamentale assicurerà la stessa stabilità della moneta fisica e permetterà lo scambio sempre al valore nominale dell’euro contante. Inoltre, avrà valore nominale costante e corso legale, rappresentando un mezzo di pagamento e non uno strumento di investimento.
I vantaggi previsti sono molteplici. Sarà un mezzo di pagamento sicuro, disponibile gratuitamente per chi voglia utilizzarlo per i propri pagamenti digitali in qualsiasi paese dell’area euro, senza costi aggiuntivi. Tutti i commercianti dell’Eurozona avranno l’obbligo di accettarlo, esattamente come devono accettare le banconote e le monete tradizionali. Si potrà pagare in modo istantaneo e in qualsiasi momento, ovunque nell’area euro.
La privacy dei cittadini sarebbe tutelata: la Banca Centrale Europea non avrebbe accesso diretto ai dati personali degli utenti. Sono previsti intermediari per la gestione della moneta digitale, sottoposti a controlli rigorosi per evitare conseguenze negative a livello finanziario. L’euro digitale funzionerebbe come mezzo di pagamento a beneficio dell’economia e dell’intera società, non come strumento speculativo.
Secondo la Commissione europea, che ha presentato il quadro giuridico per trasformare in realtà questo progetto, l’introduzione dell’euro digitale porterà vantaggi anche dal punto di vista della concorrenza. Attualmente circa due terzi dei pagamenti digitali in Europa sono gestiti da un numero esiguo di intermediari non europei. La nuova moneta digitale stimolerà la concorrenza nel mercato dei pagamenti, contribuendo a ridurre i costi per cittadini e commercianti.
L’idea nasce in uno scenario di profondo cambiamento: l’uso del contante risulta in calo in molte parti del mondo, Europa inclusa, mentre i pagamenti digitali continuano a crescere. L’euro digitale permetterebbe all’Europa di mantenere la sovranità monetaria nell’era digitale. Nel caso in cui valute digitali estere dovessero acquisire peso nei trasferimenti transfrontalieri, la presenza dell’euro digitale non metterebbe a rischio il ruolo internazionale della moneta unica, che rappresenta la seconda valuta più importante a livello globale dopo il dollaro.
Recentemente sono stati pubblicati diversi rapporti che documentano i progressi del progetto. A settembre 2025 è stato presentato il primo rapporto sulla Digital Euro Innovation Platform durante un evento presso l’Università Bocconi di Milano, con la partecipazione di Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE. A luglio 2025 la Banca Centrale Europea ha pubblicato il terzo progress report sulla fase di preparazione, una sintesi dei passi avanti effettuati per definire aspetti tecnici e quadro normativo. Ad aprile 2025 è stato diffuso il quarto rapporto del Rulebook Development Group, responsabile della definizione delle regole per lo schema dei pagamenti in euro digitale.
L’Eurosistema sta sperimentando diversi approcci e tecnologie per rendere disponibile l’euro digitale, includendo soluzioni sia centralizzate che decentralizzate. La scelta finale dipenderà dai risultati delle sperimentazioni e dalle decisioni che verranno prese nei prossimi anni, sempre tenendo al centro le esigenze di sicurezza, efficienza e accessibilità per tutti i cittadini europei.



