In seguito alla scomparsa di Valentino Garavani all’età di 93 anni, si apre uno dei capitoli successori più complessi e affascinanti del mondo della moda italiana. L’eredità dello stilista si articola su tre piani distinti: il patrimonio immobiliare personale, la Fondazione che custodisce il suo nome e l’azienda che porta il marchio Valentino, ormai da tempo fuori dal suo controllo diretto. Una separazione netta, costruita negli anni, che rende il lascito di Valentino uno dei casi più ordinati e finanziariamente leggibili del lusso italiano.
Valentino aveva completato già da tempo l‘uscita dalla proprietà del marchio: un processo iniziato nel 1998, con la cessione al gruppo HDP per circa 500 miliardi di lire. HDP rivendette la maison al gruppo Marzotto nel 2002; al successivo scorporo delle attività Marzotto fu fondato il Valentino Fashion Group, la cui maggioranza fu acquisita nel 2007 dal fondo Permira insieme ad alcuni membri della famiglia Marzotto.
Nel 2012 Mayhoola rilevò l’intero gruppo e 11 anni più tardi, nel 2023, Kering acquisì il 30% di Valentino per 1,7 miliardi di euro. Attualmente Valentino è controllata al 70% da Mayhoola, con Kering ancora socio di minoranza. Dal 2024 il direttore creativo unico è Alessandro Michele, mentre l’amministratore delegato è Riccardo Bellini dal settembre 2025.
Un capitolo a parte merita l’eredità patrimoniale personale di Valentino: un impero immobiliare costruito nel corso dei decenni che attraversa continenti e capitali del lusso. Nonostante Parigi sia stata il palcoscenico internazionale del suo successo, è sempre stata Roma il fulcro affettivo e simbolico della vita dello stilista, anche in seguito alla cessione del marchio.
Sull’Appia Antica si trova Villa Letizia, forse la residenza a lui più cara: proprio lì Valentino annunciò ufficialmente il suo ritiro dalle sfilate. A breve distanza rimangono i luoghi simbolo della sua ascesa professionale, come Palazzo Mignanelli che oltre a essere sede della sua casa di moda è anche un’altra delle sue residenze romane.

Nei pressi di Parigi c’è il Castello di Wideville, acquistato nel 1995, mentre a Londra lo stilista possedeva un palazzo ottocentesco a Holland Park che ospitava una sostanziosa parte della sua collezione d’arte, inclusi 5 dipinti di Picasso. A New York Valentino aveva un attico che si affacciava su Park Avenue, e in a Gstaad (Svizzera) aveva lo Chalet Gifferhorn, amata dimora invernale; e ancora, La Cercola a Capri, villa acquistata nel 1968 e ben presto diventata uno dei simboli della vita mondana e dello stile Valentino. A completare questo patrimonio c’è anche lo yacht TM Blue One, dove le iniziali T e M richiamano i nomi dei genitori dello stilista, Teresa e Mauro.
Valentino Garavani non aveva figli, e in assenza di eredi diretti o coniugi il patrimonio sarà distribuito secondo le disposizioni testamentarie, che non sono state ancora rese pubbliche. Il primo nome nella linea di successione morale potrebbe però essere quello di Giancarlo Giammetti. Socio fondatore della maison e compagno di una vita, Giammetti condivide con Valentino la proprietà di molte delle holding che gestiscono i beni dello stilista, come la storica G.G. & V; è già nelle sue mani la Fondazione Valentino, autonoma rispetto all’azienda.
È molto probabile che Giammetti sia l’esecutore testamentario o il beneficiario principale, con il compito di garantire la continuità dello stile di vita del gruppo e la gestione della Fondazione che porta i loro nomi. Certamente, oltre alla Fondazione che porta il nome dello stilista, Giammetti sarà uno dei principali beneficiari di un’eredità che rappresenta non solo un patrimonio economico immenso, ma la memoria di oltre sessant’anni di trionfi nel mondo della moda.
Potrebbero occupare una posizione in primo piano tra gli eredi anche i fratelli Sean e Anthony Sax, figli di Carlos Sax che a lungo aveva collaborato con la maison: i due, cresciuti e trattati come membri della famiglia Garavani, potrebbero ereditare almeno una parte delle numerose proprietà immobiliari dello stilista. Potrebbe esserci spazio anche per Bruce Hoeksema, altro storico partner (lavorativo e non solo) di Valentino, e per altri suoi collaboratori. La sorella maggiore Vanda Garavani, a cui lo stilista era legatissimo da sempre, potrebbe ricevere delle proprietà o delle rendite vitalizie.



