L’Inps ha pubblicato la circolare numero 139 del 28 ottobre 2025 con le istruzioni operative per richiedere il nuovo bonus mamme. Le lavoratrici interessate devono presentare domanda entro 40 giorni dalla pubblicazione, quindi entro il 9 dicembre 2025, considerando che il 7 cade di domenica e l’8 è festivo. Per chi perfeziona i requisiti successivamente a questa data, il termine slitta al 31 gennaio 2026.
Il sostegno economico prevede un importo di 40 euro mensili, completamente esentasse e non rilevante ai fini del calcolo ISEE. L’Inps erogherà la somma in un’unica soluzione a dicembre 2025, o al massimo entro febbraio 2026, coprendo fino a 12 mensilità per un massimo di 480 euro annui. Questa misura, introdotta dal decreto-legge n. 95/2025 convertito in legge 8 agosto 2025 n. 118, sostituisce temporaneamente l’esonero contributivo inizialmente programmato e ora posticipato al 2026.
Ma chi può effettivamente beneficiare di questo sostegno? I requisiti sono specifici e vanno dichiarati sotto la propria responsabilità al momento della domanda. Innanzitutto, le richiedenti devono essere lavoratrici madri con almeno due figli, di cui il più piccolo abbia un’età inferiore ai dieci anni. In alternativa, possono accedere al bonus le madri con tre o più figli, purché il più piccolo non abbia ancora compiuto diciotto anni. Sono inclusi nel conteggio anche i figli adottati o in affidamento preadottivo.

Il requisito relativo al numero dei figli deve sussistere alla data del 1° gennaio 2025 oppure perfezionarsi entro il 31 dicembre 2025. Una volta soddisfatto, questo requisito vale per l’intero anno, con l’esclusione dei periodi di sospensione della responsabilità genitoriale o fino al compimento del decimo anno di età del secondo figlio, o del diciottesimo anno nel caso di tre o più figli. Se il requisito si perfeziona dopo il 1° gennaio 2025, il bonus spetta proporzionalmente dal mese di perfezionamento.
Dal punto di vista lavorativo, possono presentare domanda le lavoratrici dipendenti, esclusi i rapporti di lavoro domestico, le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, le iscritte a casse professionali, comprese quelle regolate dai decreti legislativi n. 509/1994 e n. 103/1996, nonché le iscritte alla Gestione separata. Un’attenzione particolare riguarda le madri con tre o più figli titolari di rapporto di lavoro dipendente: queste devono dichiarare di non avere un contratto a tempo indeterminato vigente nei mesi per cui richiedono il bonus.
Un vincolo importante riguarda il limite reddituale: la somma dei redditi da lavoro rilevanti ai fini del calcolo delle imposte relative al 2025 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro. Questo tetto garantisce che il sostegno raggiunga effettivamente le lavoratrici che ne hanno maggiore necessità.
Come si presenta la domanda? Il servizio è accessibile attraverso tre canali principali. Il primo è il sito istituzionale www.inps.it, utilizzando la propria identità digitale: SPID di almeno livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS. In alternativa, è possibile rivolgersi al Contact Center Multicanale, contattando il numero verde 803.164 gratuito da rete fissa o il numero 06 164.164 da rete mobile a pagamento. Infine, gli istituti di patronato offrono assistenza nella compilazione e nell’invio della domanda.
Al momento della presentazione, occorre indicare la modalità di pagamento prescelta: accredito su rapporti di conto dotati di IBAN oppure bonifico domiciliato. Questa scelta determinerà come l’Inps erogherà l’importo spettante, rendendo fondamentale fornire coordinate bancarie corrette e aggiornate.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda la tempistica di presentazione della domanda. Chi perfeziona i requisiti entro il 28 ottobre 2025 deve rispettare la scadenza del 9 dicembre. Chi invece matura i requisiti successivamente, ad esempio per la nascita o l’adozione di un figlio nel corso del 2025, può presentare domanda entro il 31 gennaio 2026. Questa flessibilità permette di includere situazioni familiari che si evolvono durante l’anno.



