Marcello Minenna, ex direttore dell’Agenzia delle Dogane e attuale assessore regionale in Calabria, si trova al centro di un caso singolare che riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare fotografie ufficiali. Sul suo sito personale sono emerse immagini ritoccate che lo ritraggono mentre consegna il proprio libro al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e persino a papa Leone XIV.
Il caso è stato sollevato inizialmente da un articolo del Foglio, che ha notato come sul sito di Minenna figurasse un’immagine dell’economista al Quirinale, davanti al capo dello Stato. Quell’incontro è effettivamente avvenuto il 9 settembre 2020, durante il periodo della pandemia, quando Minenna consegnò al presidente una copia del suo libro La moneta incompiuta. Le foto originali, pubblicate sui canali social dell’Agenzia delle Dogane, mostrano entrambi con le mascherine e il libro appoggiato su un tavolino, non consegnato a mano come nella versione ritoccata.
L’analisi tecnica condotta da Open ha confermato la manipolazione delle immagini. I metadati del file fotografico presente sul sito rivelano l’utilizzo di Adobe Firefly, il sistema di intelligenza artificiale generativa integrato in Photoshop. Il file, caricato nel febbraio 2025, contiene anche lo standard C2PA per tracciare i contenuti digitali generati dall’AI e un esplicito riferimento alla classificazione IPTC che indica “Edited using Generative AI”.
La modifica più evidente riguarda la rimozione delle mascherine che entrambi indossavano durante l’incontro reale, creando una scena che appare più formale e cerimoniale. Gli elementi presenti in entrambe le versioni, come gli abiti, le cravatte e l’ambientazione del Quirinale, confermano che la base fotografica è autentica, ma l’alterazione ha trasformato sostanzialmente il momento documentato.
Ancora più sorprendente è la presenza di un’ulteriore immagine che ritrae Minenna mentre consegna il suo libro a papa Leone XIV in Vaticano, anch’essa presumibilmente realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Questo secondo caso eleva la vicenda a un livello di audacia difficilmente comprensibile per un funzionario pubblico di alto profilo.
Interpellato dal Corriere della Sera, Minenna ha fornito una giustificazione che fa riferimento a un disclaimer presente sul suo sito: “Come è chiaramente riportato nei disclaimer in calce al sito alcune immagini sono state modificate per esigenze di uniformità grafica e privacy”. L’economista ha aggiunto che le modifiche riguardano in particolare le foto pubblicate nel periodo pandemico e che l’immagine sarebbe online da quattro anni.
Marcello Minenna pubblica sul suo sito una foto con Mattarella e il Papa. Ma è fatta con l’intelligenza artificiale https://t.co/rzr0spqZpW pic.twitter.com/7R5I7PqDdU
— Affaritaliani.it (@Affaritaliani) February 10, 2026
La sua difesa si è concentrata principalmente sul merito professionale: “Mi stupisce che una semplice foto corredata dai disclaimer del caso attiri più attenzione delle cose che ho fatto sul piano scientifico ed istituzionale”. Una posizione che non ha convinto chi ritiene che alterare fotografie con il presidente della Repubblica e il Pontefice non possa essere considerata una questione di poco conto, indipendentemente dal curriculum professionale.
Il profilo di Minenna è effettivamente rilevante: laureato cum laude alla Bocconi, esperto in finanza stocastica, docente universitario in diverse facoltà con decine di pubblicazioni, ex assessore al Bilancio nella giunta capitolina guidata da Virginia Raggi durante l’amministrazione del Movimento 5 Stelle. Un percorso che rende ancora più incomprensibile la scelta di pubblicare immagini manipolate con figure istituzionali di tale rilievo.
Un elemento significativo emerso dall’inchiesta riguarda la modifica del disclaimer sul sito di Minenna. Nella versione archiviata il 9 febbraio 2026 dal servizio WebArchive, il testo recitava semplicemente: “Ogni opinione espressa nei contenuti di questo sito web è solo mia. Il reposting di articoli non ne implica l’approvazione. Qualsiasi uso di loghi è esclusivamente per motivi di esposizione grafica”.
Nella versione successiva, archiviata il 10 febbraio, il disclaimer risulta sostanzialmente ampliato con l’aggiunta di una frase chiave: “Alcune immagini sono state modificate per esigenze di uniformità grafica e privacy”. Una modifica che appare successiva alla pubblicazione dell’articolo del Foglio, suggerendo una risposta alle critiche ricevute piuttosto che una trasparenza preventiva.
Il caso solleva interrogativi sull’uso dell’intelligenza artificiale per alterare documentazione fotografica che coinvolge le massime cariche istituzionali. Se da un lato la tecnologia consente oggi modifiche estremamente realistiche e difficilmente rilevabili a occhio nudo, dall’altro la questione etica e deontologica per chi ricopre incarichi pubblici rimane centrale. La giustificazione dell'”uniformità grafica” appare inadeguata quando si tratta di immagini che documentano incontri ufficiali con il capo dello Stato.
Marcello Minenna continua a ricoprire il ruolo di assessore nella giunta regionale calabrese guidata da Roberto Occhiuto, mentre il dibattito pubblico si interroga su quali siano i limiti accettabili nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare la realtà documentata, soprattutto quando a farlo sono rappresentanti delle istituzioni.
