Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Mentre Zelensky è a Roma, Donald Trump dà un nuovo schiaffo all’Europa: “Ha leader deboli, non sanno cosa fare”

Mentre Zelensky è a Roma, Donald Trump dà un nuovo schiaffo all’Europa: “Ha leader deboli, non sanno cosa fare”

Trump attacca i leader europei chiamandoli deboli e confusi. Bruxelles replica difendendo von der Leyen mentre Zelensky cerca un nuovo piano di pace.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino9 Dicembre 2025Aggiornato:9 Dicembre 2025
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Donald Trump in un incontro stampa alla Casa Bianca
Donald Trump in un incontro stampa alla Casa Bianca (fonte: YouTube)

Nel milletrecentottantaquattresimo giorno di guerra in Ucraina, la diplomazia internazionale entra in una fase cruciale con la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Italia. Il leader di Kiev è stato ricevuto oggi a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per un incontro bilaterale che si inserisce in un tour europeo iniziato ieri a Londra e proseguito a Bruxelles. Un tour che sta evidenziando, però, le tensioni tra Stati Uniti ed Europa. In un’intervista al magazine Politico, Donald Trump ha attaccato duramente il Vecchio Continente, descrivendolo come un territorio in declino con una classe dirigente inadeguata. Il presidente americano non ha risparmiato critiche: secondo lui, l’Europa sarebbe mal amministrata e incapace di controllare i flussi migratori.

“Penso che siano deboli. E che vogliano essere politicamente corretti. Non credo sappiano cosa fare, no. L’Europa non sa cosa fare“.

Quanto a Zelensky, Trump è stato se possibile ancora più fastidioso, paragonandolo al re del circo P.T. Barnum:

“Lo chiamo P.T. Barnum. Sa chi era P.T. Barnum, vero? Uno dei più grandi sulla Terra. Poteva vendere qualsiasi prodotto in qualsiasi momento. Ehm, ma lui è P.T. Barnum, sa. Lui… ha convinto il disonesto Joe Biden a dargli 350 miliardi di dollari. E guarda cosa ha ottenuto… ottenuto lui. Circa il 25% del suo Paese è scomparso“.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da POLITICO (@politico)

La risposta di Bruxelles è arrivata rapidamente. Paula Pinho, la principale portavoce della Commissione europea, ha respinto le accuse difendendo la leadership del continente. “Siamo orgogliosi di avere leader eccellenti come Ursula von der Leyen”, ha dichiarato, sottolineando come i ventisette Stati membri lavorino insieme su sfide che vanno dal commercio internazionale fino alla guerra che si combatte ai confini dell’Unione.

Trump ha inoltre rivendicato un ruolo centrale nell’Alleanza Atlantica con toni provocatori: “La NATO mi chiama papà”, ha affermato, sostenendo di aver fatto aumentare la spesa militare dei Paesi membri dal 2% al 5% del loro prodotto interno lordo. Il presidente ha anche lasciato intendere che ora spetti alla NATO, e quindi all’Europa, finanziare l’assistenza all’Ucraina.

Da marzo scorso Washington ha interrotto gli aiuti militari a Kiev, lasciando all’Europa il compito di compensare questa mancanza. Tuttavia, l’Unione fatica a coprire da sola le necessità belliche ucraine. È stato proposto un prestito di ricostruzione finanziato attraverso i beni russi bloccati dalle sanzioni, ma non tutti i Paesi membri sono d’accordo. Il premier britannico Keir Starmer ha però dichiarato che l’intesa è vicina.

Il disimpegno americano non riguarda solo le armi. A fine novembre Trump ha presentato una proposta di pace articolata in ventotto punti che accoglieva molte richieste di Mosca, inclusa la cessione della regione del Donbass all’Ucraina. Il piano ha suscitato forti perplessità in Europa, mentre la Russia ha subito reagito invitando Bruxelles ad ascoltare Trump “se vuole salvarsi”.

Durante gli incontri di ieri a Londra con il premier Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, seguiti dalla tappa a Bruxelles con il segretario generale della NATO Mark Rutte, il presidente del Consiglio europeo António Costa e von der Leyen, Zelensky ha lavorato a una versione rivista del piano americano. Il documento, dopo aver eliminato otto punti considerati contrari agli interessi ucraini, doveva essere consegnato a Washington proprio in questi giorni. Rappresenta il tentativo europeo di trovare un compromesso tra le esigenze di Kiev e le pressioni di Trump.

Prima dell’incontro con la premier italiana Giorgia Meloni, Zelensky aveva in agenda anche una visita a Papa Francesco a Castel Gandolfo, confermando la ricerca di appoggio politico e morale dalle istituzioni italiane ed europee in questa fase cruciale della guerra.

Sul versante russo, Vladimir Putin ha celebrato la Giornata degli Eroi della Patria premiando i soldati che si sono distinti in combattimento. Nella cerimonia al Cremlino, Putin ha esaltato la storia millenaria della Russia, affermando che la forza del Paese risiede nella “giustizia storica” e nei valori della famiglia e della Madrepatria.

Dalla Duma, il parlamento russo, è arrivato un segnale importante. Leonid Slutsky, presidente della commissione Affari esteri, ha dichiarato che la posizione di Trump sull’Ucraina coincide con quella di Mosca. Secondo il parlamentare russo, le dichiarazioni del presidente americano sulla necessità di elezioni in Ucraina rispecchiano l’approccio russo presentato durante i negoziati di Istanbul, che prevedeva appunto elezioni seguite da un accordo di pace.

Sul fronte giudiziario, durante il Consiglio degli affari giudiziari a Bruxelles, i ministri della giustizia europei hanno avviato le discussioni per creare un tribunale speciale sui crimini di guerra. Il ministro italiano Carlo Nordio ha confermato che c’è consenso generale sull’iniziativa, pur ammettendo che si tratta di un progetto complesso. Nordio ha precisato che nessuna immunità per Putin è stata considerata nei possibili negoziati di pace, definendo l’argomento fuori dall’agenda.

In un contesto apparentemente separato ma rilevante per l’energia europea, la Commissione ha dato il via libera agli aiuti di Stato per la prima centrale nucleare polacca, capace di produrre fino a 3750 megawatt. L’impianto dovrebbe diventare operativo nella seconda metà del 2030 e rappresenta un passo importante nella strategia della Polonia per ridurre le emissioni e liberarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia.

 

 

In primo piano
Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

“Stanno cancellando le donne curvy dalle passerelle”: Ashley Graham a gamba tesa contro Ozempic

4 Maggio 2026

Dalla Scozia medievale alla Casa Bianca: perché Trump e Re Carlo sono parenti

29 Aprile 2026

TIM, stop allo spot con Lopez: perché il Giurì ha bocciato la campagna “rete n.1 in Italia”

29 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.