La Casa Bianca ha successivamente pubblicato sui social un video tratto proprio dalla trasmissione NBC che mostrava Vance applaudire, senza alcuna traccia dei fischi chiaramente percepibili allo stadio e nelle trasmissioni internazionali.
Non si tratta di un caso isolato. A settembre scorso, durante gli US Open di tennis, gli organizzatori avevano esplicitamente chiesto alle emittenti di non mostrare eventuali reazioni del pubblico alla presenza di Donald Trump. Il messaggio ai broadcaster recitava: “Chiediamo a tutte le emittenti di astenersi dal mostrare qualsiasi disturbo o reazione in risposta alla presenza del presidente in qualsiasi forma”.
Il contesto milanese era già carico di tensioni. Venerdì mattina, prima della cerimonia, centinaia di manifestanti avevano protestato contro la presenza di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ai Giochi. Le autorità americane hanno spiegato che diverse agenzie federali, compresa l’ICE, erano presenti per proteggere i cittadini americani, precisando che l’unità ICE in Italia è separata da quelle coinvolte nelle operazioni di immigrazione negli Stati Uniti.
Alcuni atleti americani hanno espresso sentimenti contrastanti. Lo sciatore freestyle Hunter Hess ha dichiarato: “Ovviamente ci sono molte cose in corso di cui non sono il più grande fan. Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresento tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti”.
Durante la cerimonia, la delegazione americana ha ricevuto applausi calorosi durante il suo ingresso, mentre i fischi si sono scatenati solo quando la regia ha inquadrato Vance sugli schermi. Anche i quattro atleti israeliani sono stati accolti da una miscela di fischi e applausi, mentre la delegazione ucraina ha ricevuto una vera ovazione.



