Octay Stroici, operaio rumeno di 66 anni originario di Suceava, è morto nella serata del 3 novembre dopo essere rimasto intrappolato per oltre 11 ore sotto le macerie della Torre dei Conti a largo Corrado Ricci, nel cuore di Roma. L’uomo, dipendente della ditta Edilerica, stava lavorando alla rimozione dell’amianto dall’edificio storico quando, alle 11.20 del mattino, una porzione della terrazza è improvvisamente crollata.
Stroici si trovava più in basso rispetto ai colleghi durante i lavori, giunti ormai quasi alla conclusione dopo l’inizio nel giugno scorso. Mentre gli altri operai sono riusciti a mettersi in salvo, coperti di polvere ma illesi, il 66enne è rimasto bloccato sotto due metri di detriti. “È uno dei nostri, rimasto lì sotto. All’improvviso è crollato tutto e non l’abbiamo più visto“, ha raccontato uno dei colleghi con gli occhi lucidi, in attesa dei soccorsi.
Per ore, Octay ha gridato con tutto il fiato che aveva, nonostante le macerie, la polvere e il terrore di rimanere definitivamente sepolto. I vigili del fuoco dei gruppi Saf e Usar hanno lavorato senza sosta utilizzando droni, strumenti ad alta tecnologia e perfino un gigantesco aspiratore di macerie per farsi strada nella struttura compromessa. I pompieri erano riusciti a raggiungerlo e a toccarlo, trovandolo con solo la testa e una spalla fuori dai detriti, protetto da una sorta di scudo improvvisato con assi di legno e ringhiere che i soccorritori avevano sistemato sopra di lui.
Ma un secondo crollo improvviso, altrettanto inaspettato quanto il primo, ha costretto i vigili del fuoco ad allontanarsi momentaneamente, vanificando i progressi fatti. “Lo avevamo toccato, poi il nuovo crollo“, hanno riferito i pompieri, descrivendo la frustrazione di essere stati così vicini al salvataggio. Le operazioni sono proseguite fino alle 22 passate, quando finalmente l’operaio è stato estratto vivo dalle macerie.
Durante le fasi finali del salvataggio, un medico del 118 è riuscito a raggiungerlo per praticargli un’iniezione intramuscolare con un antidolorifico, nel tentativo di alleviare le sofferenze, applicandogli poi una maschera d’ossigeno sul volto. Stroici è stato trasportato d’urgenza al policlinico Umberto I, dove è arrivato alle 23.05 in arresto cardiocircolatorio. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare, già avviate sul luogo del crollo, sono proseguite per circa un’ora nel Dipartimento emergenza urgenza, ma nonostante gli sforzi dell’équipe medica, la ripresa dell’attività cardiaca spontanea non è riuscita. Il decesso è stato constatato a mezzanotte e 20.
Fuori dalla torre, tra decine di veicoli di soccorso, la moglie Marianna e la figlia, arrivata dalla provincia di Lecce, hanno atteso per ore assistite dai servizi sociali del Comune e dall’ambasciatrice rumena a Roma, Gabriela Dancau. Il sindaco Roberto Gualtieri le ha abbracciate, cercando di sostenerle nella speranza che Octay potesse farcela. Residente alle porte di Roma, il 66enne lavorava da tempo come operaio specializzato nel settore edile.



