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Home » Attualità » NATO contro Russia: cosa sono gli attacchi preventivi di cui ha parlato Cavo Dragone (che hanno acceso un incendio internazionale)

NATO contro Russia: cosa sono gli attacchi preventivi di cui ha parlato Cavo Dragone (che hanno acceso un incendio internazionale)

L'ammiraglio Cavo Dragone propone alla Nato una strategia offensiva contro la Russia. Il governo italiano è imbarazzato e chiede chiarimenti.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino2 Dicembre 2025Aggiornato:2 Dicembre 2025
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L'ammiraglio Cavo Dragone
L'ammiraglio Cavo Dragone (fonte: YouTube)
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La Nato sta ripensando completamente il suo approccio verso la Russia. L’idea? Colpire prima di essere colpiti, invece di limitarsi a difendersi. A lanciare questa proposta è stato Giuseppe Cavo Dragone, ammiraglio italiano e presidente del comitato militare dell’Alleanza Atlantica, durante un colloquio con il Financial Times di metà ottobre, reso pubblico solo di recente.

Le sue parole hanno creato scompiglio a livello internazionale. Mosca ha reagito con durezza, definendo la proposta “estremamente irresponsabile”. Ma anche a Roma la situazione è tesa: il governo italiano avrebbe voluto una smentita dalla Nato, che però non è arrivata.

Cavo Dragone ha delineato un approccio completamente nuovo. Invece di aspettare gli attacchi russi per poi reagire, l’Alleanza vuole anticiparli e neutralizzarli prima che facciano danni. “Vogliamo essere più aggressivi e proattivi, non solo reattivi”, ha spiegato l’ammiraglio.

La nuova strategia si concentra su tre aree principali. Sul fronte informatico, l’obiettivo è individuare i computer e i server da cui partono gli attacchi hacker contro infrastrutture essenziali come ospedali, trasporti e telecomunicazioni, per bloccarli prima che possano agire. Una sorta di contrattacco digitale preventivo.

Il secondo ambito riguarda la disinformazione. Con diverse elezioni europee in programma nei prossimi mesi, la Nato vuole impedire alla Russia di manipolare l’opinione pubblica e destabilizzare le democrazie occidentali attraverso fake news e propaganda online.

Infine c’è il problema dei droni. Sempre più spesso velivoli russi e bielorussi entrano illegalmente nello spazio aereo europeo, come è successo ancora ieri in Lituania. Per i paesi lontani dalla Russia la soluzione è semplice: abbattere il drone prima che violi il confine. Ma per le nazioni baltiche e dell’Est Europa, che confinano direttamente con Mosca, serve un approccio diverso. La proposta è studiare la traiettoria: se il drone viaggia parallelo al confine, nessun intervento; se punta dritto verso l’Europa, viene abbattuto prima di entrare nello spazio nazionale.

La bandiera della NATO
La bandiera della NATO (fonte: Wikipedia)

In Italia le dichiarazioni di Cavo Dragone hanno provocato un terremoto politico. La Lega ha pubblicato una nota durissima: “Mentre Stati Uniti, Ucraina e Russia cercano un accordo, lanciare minacce e parlare di attacchi preventivi significa aumentare le tensioni, non ridurle. Serve prudenza, non provocazioni”.

All’interno del governo Meloni regna l’imbarazzo. Secondo indiscrezioni di stampa, l’esecutivo ha chiesto alla Nato di smentire le parole dell’ammiraglio, ricevendo però un rifiuto. Questo ha creato ulteriori divisioni tra Fratelli d’Italia e Forza Italia da una parte, e la Lega dall’altra.

Il momento scelto per queste dichiarazioni è particolarmente delicato. Proprio ora il Parlamento italiano deve votare l’autorizzazione a inviare armi all’Ucraina per tutto il 2026. Contemporaneamente sono in corso trattative complesse per un possibile accordo di pace, con l’ipotesi di coinvolgere la Nato come garante della sicurezza ucraina senza però includere Kiev formalmente nell’Alleanza.

Secondo una fonte governativa, la linea di Roma è chiara: “Non si parla di certe cose. Se serve, si fanno”. Meglio agire in silenzio che annunciare pubblicamente strategie militari offensive, soprattutto quando si cerca di mantenere un dialogo con Mosca per evitare ulteriori conflitti.

Il fatto che l’intervista risalga al 18 ottobre, e non a questi giorni di negoziati sul piano di pace, è considerato un’attenuante da parte di alcuni partiti della maggioranza. Ma resta il disagio per parole che rischiano di complicare una situazione diplomatica già fragile.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha risposto con toni minacciosi, definendo le parole di Cavo Dragone “un tentativo deliberato di sabotare gli sforzi per risolvere la crisi ucraina”. E ha aggiunto un avvertimento inquietante: “Chi fa queste dichiarazioni dovrebbe essere consapevole dei rischi e delle possibili conseguenze, anche per i membri dell’alleanza stessa”.

Ora resta da capire se e come queste proposte diventeranno realtà. L’ammiraglio ha precisato che qualsiasi azione richiederebbe l’accordo di tutti i paesi membri della Nato. Ma il dibattito su come rispondere alla guerra ibrida russa è ormai aperto e divide profondamente sia i paesi dell’Alleanza sia le forze politiche nazionali.

 

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