Zohran Mamdani è ufficialmente il nuovo sindaco di New York City. Il giuramento è avvenuto poco dopo la mezzanotte in una cerimonia privata allestita nell’antica stazione della metropolitana di City Hall, un gioiello in stile beaux arts oggi in disuso. A soli 34 anni, Mamdani diventa uno dei sindaci più giovani nella storia della città e il primo a giurare sul Corano, il libro sacro dell’Islam.
La scelta della location non è casuale. L’ex stazione di City Hall, inaugurata nel 1904 come una delle 28 stazioni originali della metropolitana newyorkese, rappresenta secondo Mamdani l’ambizione della città di costruire grandi opere al servizio dei lavoratori. Durante la cerimonia, il neo-sindaco ha dichiarato che questo luogo testimonia l’importanza del trasporto pubblico per la vitalità e l’eredità di New York.
A officiare il giuramento è stata Letitia James, procuratrice generale dello Stato di New York, alla presenza della moglie di Mamdani, Rama Duwaji, e dei membri della sua famiglia. Tra questi la madre Mira Nair, nota regista cinematografica, e il padre Mahmood Mamdani, professore di studi africani alla Columbia University. Per onorare la sua fede musulmana, Mamdani ha appoggiato la mano su due Corani: quello di suo nonno e uno appartenuto ad Arturo Schomburg, scrittore e storico afroamericano, prestato per l’occasione dalla biblioteca pubblica di New York.
Subito dopo il giuramento, il nuovo sindaco ha annunciato la nomina di Mike Flynn come commissario ai trasporti della città, esprimendo la volontà di rendere la rete di trasporto pubblico newyorkese l’invidia del mondo. Flynn, esperto pianificatore urbano, ha accettato definendolo il lavoro di una vita.
Alla cerimonia privata ha partecipato anche Eric Adams, il sindaco uscente che inizialmente aveva esitato a confermare la sua presenza, salvo poi dichiarare di voler dimostrare una transizione di potere pacifica e ordinata. Tra gli invitati selezionati da Mamdani per il comitato inaugurale figurano personalità diverse come l’attore John Turturro, il drammaturgo Cole Escola, lo scrittore Colson Whitehead, oltre a piccoli imprenditori e attivisti che secondo l’ufficio del sindaco hanno fornito prospettive e sensibilità culturale alla cerimonia.
Dopo il giuramento di mezzanotte, Mamdani ha partecipato a una seconda cerimonia pubblica, dove è stato presentato dalla congressista democratica Alexandria Ocasio-Cortez e ha ricevuto il giuramento dal senatore del Vermont Bernie Sanders. La giornata si è conclusa con una festa di quartiere davanti al municipio.
L’ascesa di Mamdani rappresenta una storia politica straordinaria per la città più popolosa degli Stati Uniti. Fino a pochi mesi fa era un nome pressoché sconosciuto, membro dell’assemblea statale e rappresentante del Partito Socialista Democratico, pur essendo stato eletto come democratico. I primi segnali del suo potenziale elettorale sono emersi durante le primarie, quando ha sconfitto l’ex governatore Andrew Cuomo, che successivamente si è candidato come indipendente. Eric Adams, sotto indagine federale, aveva scelto di non cercare la nomination democratica.
Ad aprile, Mamdani era in netto svantaggio rispetto a Cuomo, con un 36% contro il 64%. La situazione è cambiata radicalmente grazie a una campagna politica efficace sui social media e a un robusto impegno sul territorio che ha mobilitato elettori alle prime armi, molti dei quali preoccupati dall’alto costo della vita nella città post-pandemica. Secondo un portavoce della campagna, il successo è dovuto al fatto che Mamdani era presente ovunque e sempre: più di 10.000 volontari hanno bussato a oltre 100.000 porte.
La piattaforma elettorale del nuovo sindaco include proposte radicali come il congelamento degli affitti, il trasporto metropolitano gratuito, negozi alimentari gestiti dalla città e la creazione di un dipartimento per la sicurezza comunitaria che investa in programmi di salute mentale cittadini. Hank Sheinkopf, veterano delle campagne democratiche, ha commentato che Mamdani rappresenta la città del futuro: più asiatica, più musulmana e potenzialmente più progressista.
A novembre, l’allora membro dell’assemblea statale ha vinto le elezioni con il 50,78% dei voti, sconfiggendo l’attivista repubblicano Curtis Sliwa e Andrew Cuomo. Nel suo discorso di vittoria, Mamdani ha parlato del suo impegno verso i newyorkesi lavoratori che normalmente non hanno accesso alle leve del potere, dichiarando che il potere appartiene ai cittadini e che New York è la loro città.



