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Home » Attualità » Salisburgo, fuggono dalla casa di riposo e occupano il loro vecchio convento: le 3 “suore ribelli” ora sono star di Instagram

Salisburgo, fuggono dalla casa di riposo e occupano il loro vecchio convento: le 3 “suore ribelli” ora sono star di Instagram

Tre suore austriache di 88, 86 e 82 anni occupano il convento da cui erano state allontanate e diventano star Instagram con 250mila follower, rifiutando l'accordo con la Chiesa.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene5 Dicembre 2025Aggiornato:5 Dicembre 2025
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Le tre "suore ribelli" di Salisburgo
Le tre "suore ribelli" di Salisburgo (fonte: Unsplash)

No, non si tratta di un sequel di Sister Act ma della realtà: Bernadette, Regina e Rita, tre suore rispettivamente di 88, 86 e 82 anni, sono diventate un caso mediatico internazionale dopo essere fuggite dalla casa di riposo in cui erano state trasferite contro la loro volontà, e aver occupato il loro vecchio convento, Schloss Goldenstein, appena fuori dalla città austriaca.

Per tutta la vita le tre religiose hanno insegnato, cucinato, pregato e coltivato l’orto del convento. Poi, dopo decenni di servizio, sono state trasferite in una struttura per anziani. Secondo il loro superiore Markus Grasl, la decisione era stata presa “per ragioni di cura e sicurezza”, data l’età avanzata delle suore. Ma le tre ottuagenarie raccontano una storia diversa: “Ci avevano detto che potevamo restare in convento fino alla morte, era scritto in un contratto. Ci saremmo mai aspettate un tradimento del genere? Mai”.

Dopo quasi due anni trascorsi nella casa di cura, infelici e lontane da quello che consideravano casa, è scattata l’operazione di fuga. Il 4 settembre, con la complicità di ex alunni e volontari, le tre suore sono rientrate di nascosto nel convento. Christina Wirtenberger, ex allieva del collegio annesso al convento, ha guidato l’operazione: “Quando le hanno messe in una casa di cura, ci avevano garantito che sarebbe stato solo per poco. Ma dopo quasi due anni erano ancora lì, infelici. La nostra rabbia ci ha dato la forza di agire”.

Con l’aiuto di un avvocato, alcuni giornalisti, un fabbro, un elettricista e un idraulico, il gruppo ha riportato Bernadette, Regina e Rita tra le mura che considerano la loro vera casa. Le suore hanno difeso la loro scelta invocando la stabilitas loci, il voto che lega i religiosi a un luogo e a una comunità per tutta la vita: “Abbiamo obbedito per tutta la vita, ma non potevamo sopportare di stare lontane da casa”.

Una volta rientrate, le religiose hanno denunciato la sparizione di numerosi oggetti personali: il montascale, ricettari, fotografie, lettere di ex alunni tra cui quelle dell’attrice Romy Schneider, documenti e persino i risparmi che usavano per le spese quotidiane. La Chiesa respinge queste accuse, sostenendo che le stanze siano state solo “ripulite da cibo avariato e rifiuti” e  osservando che, in base ai voti, “le suore non dovrebbero avere beni personali, tutto appartiene alla comunità”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Augustiner Chorfrauen Goldenstein (@nonnen_goldenstein)

Ma la vera svolta è arrivata quando le tre suore sono diventate star dei social network. Sul loro profilo Instagram, seguito da oltre 250mila persone, condividono video ironici della loro quotidianità: preghiere, lavoretti per ripristinare luce e gas nel convento abbandonato da anni, e denunce contro l’isolamento imposto dalle gerarchie ecclesiastiche. Sui social sono note come @nonnen_goldenstein, soprannominate dal web “le suore ribelli”.

Dopo settimane di trattative, la Diocesi di Salisburgo ha proposto un accordo: le tre suore potevano rimanere ufficialmente nel convento, ma alla condizione non negoziabile di rinunciare alla loro attività sui social media. La risposta delle ottuagenarie è stata un secco “no”: per loro, quella clausola rappresenta “un compromesso che nega la libertà spirituale” e anche la possibilità di comunicare con il mondo esterno.

Oggi le tre religiose vivono tra le mura del convento, sostenute da una rete di circa 200 persone della comunità locale che cucinano per loro, fanno da guardie, offrono assistenza medica gratuita. Non ci sono però sacerdoti disposti a celebrare messa: l’unico che si è offerto è un prete in pensione di 94 anni. “Molti hanno paura di esporsi, per non avere problemi con la Chiesa”, spiega uno degli abitanti della zona.

Anche la cantante folk Elisabeth von Trapp, nipote della celebre Maria che ispirò Tutti insieme appassionatamente, è andata a trovarle con delle rose e un semplice messaggio: “Restate coraggiose”. Mentre pregano nella cappella, suor Rita non perde la speranza: “Papa Leone è agostiniano come noi. È nelle nostre preghiere: magari interverrà”.

Il convento di Goldenstein, che un tempo ospitava 30 suore e oggi resiste solo grazie alle tre ottuagenarie tenaci, è diventato il simbolo di una battaglia per la dignità e il diritto di scegliere come e dove vivere la propria vecchiaia. Nel frattempo, la Diocesi di Salisburgo non ha annunciato contromisure, mentre Bernadette, Regina e Rita continuano la loro resistenza tra preghiere, vita comunitaria e dirette Instagram, dimostrando che la vocazione, nell’era digitale, può passare anche dalla libertà di condividere la propria storia.

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