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Home » Attualità » Basta nascondersi: il 10 ottobre il mondo parla (finalmente) di salute mentale senza paura

Basta nascondersi: il 10 ottobre il mondo parla (finalmente) di salute mentale senza paura

Ecco perché il 10 ottobre è la Giornata mondiale della salute mentale dal 1992. Storia, temi annuali e importanza.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti10 Ottobre 2025
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uomo triste su sedia
uomo triste su sedia (fonte: Unsplash)
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Ogni anno, il 10 ottobre, il mondo si ferma per riflettere su un tema che tocca la vita di milioni di persone: la salute mentale. La giornata mondiale della salute mentale, infatti, è un evento riconosciuto a livello internazionale dal 1992, promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e abbattere lo stigma che ancora circonda i disturbi psichici.

La prima edizione di questa ricorrenza si è svolta il 10 ottobre 1992, per iniziativa di Richard Hunter, vice segretario generale della Federazione mondiale per la salute mentale. Quello che inizialmente era un semplice evento di sensibilizzazione, però, si è trasformato nel corso degli anni in una campagna globale che coinvolge governi, organizzazioni sanitarie, associazioni e cittadini di tutto il mondo.

disturbo mentale
L’ansia e la paura in un’illustrazione – fonte: Pixabay

Dal 1994, ogni edizione della giornata mondiale della salute mentale è caratterizzata da un tema specifico che cambia annualmente, permettendo di focalizzare l’attenzione su aspetti diversi e complementari del benessere psicologico. Le tematiche affrontate nel corso degli anni hanno spaziato dalla salute mentale delle donne e dei bambini ai diritti umani, dall’invecchiamento al rapporto tra salute mentale e lavoro, dalla prevenzione del suicidio alla dignità delle persone con disturbi psichici.

Negli ultimi anni, poi, hanno assunto una rilevanza sempre maggiore. Nel 2020, in piena pandemia, il tema è stato Azioni per la salute mentale: maggiori investimenti per la salute mentale, un richiamo urgente alla necessità di destinare più risorse a un settore spesso trascurato. Il 2021, invece, ha posto l’accento sulle disuguaglianze con La salute mentale in un mondo disuguale, mentre nel 2022 l’obiettivo è stato più ambizioso con Far diventare la salute mentale e il benessere per tutti una priorità globale.

Il 2023, invece, ha segnato una svolta importante con il tema La salute mentale è un diritto umano universale, affermando un principio fondamentale: il benessere psicologico non è un privilegio, ma un diritto inalienabile di ogni essere umano. L’edizione 2024 ha riportato l’attenzione sul mondo del lavoro con Dobbiamo dare la priorità alla salute mentale nel lavoro, riconoscendo che gran parte della nostra vita si svolge in contesti professionali che possono influenzare profondamente il nostro equilibrio mentale. Quest’anno il tema è la salute mentale nelle emergenze.

In Italia, la giornata si celebra attraverso la campagna Insieme per la salute mentale, un’iniziativa che negli anni ha generato anche alcune controversie. Questa, infatti, è promossa da Lundbeck, multinazionale danese produttrice di farmaci psicotropi, multata in passato dalla Commissione Europea per alcune condotte commerciali. Questo coinvolgimento ha sollevato perplessità in diverse parti della società civile, alimentando un dibattito sulla necessità di distinguere tra informazione sanitaria indipendente e interessi commerciali nel settore farmaceutico.

Ma perché è così importante dedicare una giornata alla salute mentale? I dati parlano chiaro. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una persona su quattro nel corso della vita sperimenterà un disturbo. La depressione è la principale causa di disabilità a livello globale, e il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni. Nonostante questi numeri allarmanti, lo stigma sociale, PERò, continua a impedire a molte persone di cercare aiuto.

Puntare l’attenzione su questa emergenza, dunque, rappresenta un’opportunità cruciale per parlare apertamente di ansia, depressione, disturbi alimentari, dipendenze e altre condizioni che ancora oggi vengono vissute nel silenzio e nella vergogna. Ogni edizione contribuisce a normalizzare il dialogo sulla sofferenza psichica, ricordando che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio e consapevolezza.

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