La crisi venezuelana ha fatto esplodere un fenomeno tanto redditizio quanto controverso: le scommesse online su operazioni militari e interventi armati. Al centro della bufera c’è Polymarket, una piattaforma blockchain americana da 8-10 miliardi di dollari di valutazione che permette di puntare criptovalute sull’esito di eventi reali, dalle elezioni alle guerre.
Il caso che ha scatenato il dibattito riguarda un trader anonimo che ha trasformato 32mila dollari in oltre 400mila dollari scommettendo sulla caduta di Maduro. La tempistica lascia pochi dubbi: l’ultima puntata consistente è arrivata alle 21:58 del 2 gennaio, poche ore prima che il presidente Trump ordinasse l’operazione militare che ha portato alla cattura del leader venezuelano. Un account appena creato, scommesse concentrate su un singolo evento geopolitico, guadagni impressionanti realizzati in una manciata di ore. Sul web sono partite immediatamente le indagini collettive: chi ha analizzato i movimenti del wallet sulla blockchain ha trovato schemi sospetti che suggeriscono l’accesso a informazioni riservate.
La questione è seria perché, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’amministrazione Trump aveva mantenuto il piano operativo segreto anche all’interno della stessa cerchia ristretta di consiglieri, proprio per preservare l’effetto sorpresa. Se davvero qualcuno con accesso a informazioni governative classificate avesse usato quelle notizie per scommettere, ci troveremmo di fronte a un caso di insider trading. Alcuni esperti legali sostengono che se il trader fosse un funzionario americano potrebbe essere perseguito, ma se operasse dall’estero le autorità USA potrebbero non avere giurisdizione.
La piattaforma Polymarket ha però deciso di non pagare le vincite, scatenando nuove polemiche. Dopo aver visto le scommesse accumularsi e i trader festeggiare i guadagni, la società ha stabilito che l’operazione americana non si qualificava come “invasione” secondo i termini del contratto, ma solo come raid militare. Gli scommettitori sono insorti: sui forum della piattaforma qualcuno ha scritto che “le parole vengono ridefinite a piacimento” e che “un’incursione militare con rapimento di un capo di Stato non può non essere classificata come invasione”. In pratica, Polymarket ha modificato retroattivamente l’interpretazione delle regole una volta che il risultato era diventato “politicamente e finanziariamente sensibile”, facendo crollare le probabilità di invasione sotto il 5% e annullando i guadagni.

Ma la storia non finisce qui. Dopo il caso Maduro, sulla piattaforma sono comparsi immediatamente nuovi contratti che permettono di scommettere sulle prossime operazioni militari americane. I mercati più attivi riguardano un eventuale attacco contro Cuba (30% di probabilità secondo i trader), la rimozione del leader supremo iraniano Ali Khamenei (36%), un’operazione in Colombia (16%) e persino l’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti (16%, in crescita). Le quote cambiano in tempo reale mentre gli utenti piazzano scommesse per milioni di dollari.
E c’è un ulteriore elemento inquietante: è riapparso su Polymarket un account misterioso chiamato “ricosuave666”, rimasto silente per mesi. Questo trader aveva già fatto parlare di sé in passato per una serie di scommesse vincenti su eventi legati a Israele. Ora è tornato con una nuova puntata di oltre 8mila dollari sulla possibilità che Israele attacchi l’Iran entro il 31 gennaio o marzo 2026. Secondo gli storici delle transazioni recuperati dagli utenti sui social, il wallet ha accumulato oltre 155mila dollari di profitti netti, con tutte le precedenti scommesse su Israele concluse positivamente. Molti utenti online ipotizzano, senza prove concrete, che possa trattarsi di qualcuno con accesso a informazioni riservate dell’esercito israeliano.
I numeri di Polymarket sono impressionanti: oltre 10,5 milioni di dollari sono stati scommessi solo sui contratti relativi all’invasione del Venezuela, con 40 milioni di dollari totali movimentati su tutti i mercati legati alle operazioni militari USA nel paese sudamericano. Su altre guerre e crisi si gioca per cifre ancora più alte: 62 milioni di dollari sul cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, 8 miliardi sulle elezioni presidenziali americane del 2024. La piattaforma dichiara che nei primi sei mesi del 2025 gli utenti hanno piazzato scommesse per 6 miliardi di dollari.
Il dibattito solleva domande fondamentali: è etico permettere scommesse su guerre e interventi militari che provocano morti e feriti? Chi beneficia davvero da questi strumenti? E soprattutto: quanto è sottile il confine tra mercato predittivo e gioco d’azzardo basato su informazioni privilegiate?
Resta il fatto che oggi si può scommettere su qualunque cosa, dalle partite di NBA alle operazioni militari segrete, dai risultati elettorali fino al ritorno di Gesù Cristo nel 2026. E mentre i regolatori discutono se stringere la morsa o lasciare che il mercato si auto-regoli, i trader continuano a piazzare scommesse milionarie sul prossimo attacco militare americano.
