In un’epoca in cui i piccoli centri montani rischiano di scomparire, Agnone, un borgo di 4.500 anime nell’alto Molise, ha deciso di lanciare una sfida coraggiosa e un po’ disperata. Per evitare che l’ospedale locale “Caracciolo” chiuda i battenti per mancanza di personale, l’amministrazione comunale ha approvato un pacchetto di incentivi senza precedenti per convincere i medici a trasferirsi tra queste valli. Il problema è drammatico: senza camici bianchi, i servizi essenziali evaporano e i cittadini restano isolati. Per questo, la Giunta guidata dal sindaco Daniele Saia ha messo nero su bianco la delibera n. 3/2026. Non si tratta solo di uno stipendio, ma di una vera e propria offerta di “benessere”: chi sceglierà di lavorare ad Agnone riceverà 4.000 euro all’anno per coprire l’affitto e vedrà le proprie bollette pagate al 50% direttamente dal Comune.
Il pacchetto di benefit scava oltre l’aspetto puramente economico, puntando sulla vita sociale e culturale. I medici avranno infatti l’abbonamento gratuito alla stagione del teatro cittadino “Italo Argentino”, l’accesso libero a tutte le strutture sportive comunali e, infine, parcheggi gratuiti sulle strisce blu e ingressi omaggio a eventi e spettacoli locali.

L’idea è semplice: dimostrare che Agnone non è un deserto, ma un luogo vivo dove la qualità del tempo libero può bilanciare le difficoltà professionali di un’area interna. Già nel 2025 si era tentata la via dei bonus economici puri, ma senza successo. Questa volta, l’obiettivo è comunicare calore e accoglienza.
Nonostante l’entusiasmo, il sindaco Saia non nasconde l’amarezza. “È brutto a dirsi – ha ammesso – ma se dobbiamo creare condizioni di mercato per tenere aperto un ospedale, significa che il sistema sanitario nazionale ha un problema”. Il rischio è che si scateni una competizione tra comuni svantaggiati, dove chi ha più risorse “ruba” i professionisti agli altri.
Non tutti sono convinti che bastino i biglietti del teatro a invertire la rotta. Il Piano Operativo Sanitario 2025-2027 prevede infatti un declassamento della struttura di Agnone. Molti analisti si chiedono chi sceglierebbe di spostarsi in un ospedale destinato a ridimensionarsi. La questione politica tocca il cosiddetto Decreto Balduzzi, una norma che dovrebbe tutelare le zone disagiate ma che, secondo i critici locali, viene usata solo per tagliare e mai per difendere.
Mentre a pochi chilometri di distanza, a Isernia, si protesta dormendo nelle tende davanti agli ospedali, Agnone prova la via della seduzione culturale. Sarà sufficiente a fermare la “desertificazione sanitaria”? Solo i prossimi bandi dell’Asrem potranno dirlo.



